di Patrik Pucciarelli Al civico 74 del viale Colombo c’è un ristorante di pesce, il titolare Pietro Blaj parla al telefono con un pescatore di fiducia: "una cassetta con cicale, mazzancolle, scampi e gamberi". Il mare è mosso da qualche giorno, i pescherecci rimangono in porto ma le catalane sono prenotate per la cena; così parte la ricerca dei pescatori temerari che hanno mollato gli ormeggi per soddisfare la richiesta dei ristoratori. Siamo alla "Perla del mare", l’attività è gestita da Pietro e dalla moglie Giovanna, la loro avventura è iniziata da circa un...

di Patrik Pucciarelli

Al civico 74 del viale Colombo c’è un ristorante di pesce, il titolare Pietro Blaj parla al telefono con un pescatore di fiducia: "una cassetta con cicale, mazzancolle, scampi e gamberi". Il mare è mosso da qualche giorno, i pescherecci rimangono in porto ma le catalane sono prenotate per la cena; così parte la ricerca dei pescatori temerari che hanno mollato gli ormeggi per soddisfare la richiesta dei ristoratori. Siamo alla "Perla del mare", l’attività è gestita da Pietro e dalla moglie Giovanna, la loro avventura è iniziata da circa un anno, ma la chiusura non ha guardato in faccia a nessuno. "Abbiamo perso circa il 70 per cento del lavoro —racconta Pietro — facendo un rapporto con la stagione scorsa. Il 6 gennaio abbiamo chiuso con l’intenzione di riaprire intorno a marzo, ma la pandemia ci ha portato a riaprire il 29 maggio, per un totale di 5 mesi di chiusura. L’affitto, le tasse e le bollette bussano alla porta sono le uniche a non ritardare, così le certezze che ognuno vorrebbe per il suo futuro iniziano a vacillare. L’indomani rimane l’incognita che rende tutto maggiormente complesso perché la paura di un ritorno al lockdown è dietro l’angolo e tutto si riflette sulle spese".

Casse integrazioni, scadenze di pagamenti, opinioni fruite nell’inconsapevolezza e continue curve di contagio, vengono mescolate e glassate con una paura latente. "Le persone non vogliono spendere —continua Pietro —, ci sono troppe incertezze così preferiscono rimanere nella sicurezza delle mura domestiche. I coperti interni sono passati da 40 a 20 e quelli esterni da 40 a 35, poi il tutto dipende dal tipo di prenotazione se riguarda famiglie o gruppi di amici. Ci sono clienti che entrano senza mascherina ma basta chiedergli di indossarla che la mettono senza fare problemi, inoltre vedo rispetto delle regole quando si devono alzare per andare in bagno o spostarsi nella sala. Lavoro molto anche con l’asporto dando la possibilità di prenotare sia tramite telefono che tramite whatsapp, cerco di dare spazio anche a quelli che hanno timore a sedersi al ristorante. Spero che i primi quindici giorni di agosto portino una maggiore clientela perché è difficile mantenere dieci dipendenti fino a settembre. La paura di una nuova chiusura c’è ma non ci facciamo prendere dallo sconforto".

Le specialità della casa sono le varianti di catalane e i crudi, però è necessario prenotarli perché Pietro tiene alla freschezza, così entrano in gioco i pescatori di fiducia e chi arriva prima in banchina per aggiudicarsi il pescato migliore. "Sono contento dei voti ricevuti —conclude il titolare riferendosi al nostro concorso "il Re dei fornelli"— la solidarietà delle persone è importante, specialmente in un periodo come questo". La Perla del Mare è aperta a pranzo dalle 12 e 30 fino alle 14 e 30 e a cena dalle 19.30 alle 22 e 30.