REDAZIONE MASSA CARRARA

Bacchettate alla gestione della cultura

"È ormai una prassi consolidata dell’amministrazione di Serena Arrighi affidare incarichi di consulenza in modo ripetuto e per qualsiasi progetto"....

"È ormai una prassi consolidata dell’amministrazione di Serena Arrighi affidare incarichi di consulenza in modo ripetuto e per qualsiasi progetto"....

"È ormai una prassi consolidata dell’amministrazione di Serena Arrighi affidare incarichi di consulenza in modo ripetuto e per qualsiasi progetto"....

"È ormai una prassi consolidata dell’amministrazione di Serena Arrighi affidare incarichi di consulenza in modo ripetuto e per qualsiasi progetto". A scriverlo è il consigliere di opposizione Simone Caffaz (nella foto). "Vogliamo concentrarci sulla Fondazione Fitzcarraldo con sede a Torino, che dopo aver perso la progettazione per la capitale della cultura, raddoppia l’incarico – prosegue Caffaz –. La dirigente Cinzia Compalati, che rimarrà alla storia come quella che ha assegnato più incarichi, ha affidato loro il servizio di project management per la predisposizione di alcune delle azioni di rigenerazione urbana (già previste nella candidatura a Capitale dell’italiana dell’arte contemporanea) per l’importo complessivo di 20 mila euro. Quando si parla di cultura e utilizzo di fondi pubblici, è fondamentale che le risorse siano impiegate con trasparenza e visione strategica. Se un progetto non vince un bando perché non risponde ai criteri richiesti o è meno competitivo rispetto ad altri, ma si investono comunque fondi pubblici per portarlo avanti senza un chiaro beneficio per la comunità, va da sé che la gestione debba ritenersi poco attenta o addirittura uno spreco. Di fatto il settore cultura non progetta direttamente nulla, ma esternalizza tutto perché la cultura per questa amministrazione non è considerata un motore di crescita e innovazione – conclude Caffaz –, ma una mera voce di spesa. In questo caso l’ulteriore affidamento di 20 mila euro alla cooperativa Fitzcarraldo, il tutto con una mancanza di trasparenza che ha dell’incredibile, dal momento che l’atto pubblico non specifica quali opere saranno realizzate con questi fondi".