
L’ex direttrice Franca Leonardi contro la riorganizzazione notturna al Noa
Torna a far sentire la sua voce, Franca Leonardi, sulla riorganizzazione della guardia notturna anestesiologica al Noa. L’ex direttrice dell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione, tra le promotrici proprio dell’istituzione del servizio di guardia anestesiologica nel reparto di Ostetricia dell’ospedale di Massa, è sempre stata critica nei confronti dell’attuale riorganizzazione. Ora lancia un nuovo appello. "Il 14 gennaio – dice – sarà l’ultimo giorno utile per informare e stimolare tutti coloro che credono nella sanità pubblica e anche di qualità. E’ il momento di far sentire la propria voce. Dopo non servirà più a nulla la critica (il famoso ’ve lo avevo detto’). La politica e la burocrazia, sulla scorta di una non ben precisata ’liason di economicità’ (non ce la possiamo permettere), avranno e hanno avuto la meglio. Tale binomio avrà sempre la meglio in tutte le occasioni che potranno presentarsi".
"Ora la Conferenza dei Sindaci, presieduta dalla sindaca Arrighi di Carrara, potrà battere un colpo il 14 gennaio – sostiene Leonardi –. A questo proposito rivolgo un appello ai 17 sindaci della provincia, nonché a colui che ricopre anche il ruolo di presidente della Provincia, di non autorizzare lo smantellamento del servizio di Guardia attivo all’Ostetricia, presente al Noa. Quello di cui le vostre mogli, le vostre figlie, le vostre nipoti hanno goduto: avere un team di specialisti dedicati, formati e allenati di continuo a erogare cure di qualità a gravide e neonati. Un ultimo appello voglio rivolgerlo anche alla direttrice dell’Asl Toscana nord ovest, Casani: non si lasci convincere a smantellare la guardia attiva in Ostetricia al Noa sostituendola con una reperibilità, sulla scorta della voce ’ risparmi realizzati’ che magari porteranno a delle indennità a pioggia, perché così facendo la partoanalgesia diverrà un servizio offerto a pagamento. Così chi ha i soldi se lo paga e probabilmente lo avrà e chi non li ha soffrirà".
"Mi appello poi – conclude l’ex direttrice di Anestesia e Rianimazione – a tutti coloro che nei convegni parlano e sostengono la ’medicina di genere’ quale elemento di grande importanza per le diversità esistenti nelle cure, e anche a tutte quelle associazioni che in provincia promuovono il ’genere femminile’ in tutti i settori della società spesso realizzando progetti eccelsi, di farsi sentire se hanno a cuore il genere a cui appartengono".