Nessuna presenza del batterio nella rete di distribuzione, secondo quanto emerge dai controlli di Gaia, ma l’ordinanza che vieta di bere l’acqua del rubinetto in gran parte della città resta in vigore. Le analisi del gestore non sono sufficienti sotto il profilo sanitario: devono essere effettuate in contraddittorio con l’Asl ma questo non potrà avvenire almeno fino a domani, lunedì. Considerando un tempo di coltura dei campioni che varia dalle 21 alle 24 ore, quindi, il divieto potrebbe non...

Nessuna presenza del batterio nella rete di distribuzione, secondo quanto emerge dai controlli di Gaia, ma l’ordinanza che vieta di bere l’acqua del rubinetto in gran parte della città resta in vigore. Le analisi del gestore non sono sufficienti sotto il profilo sanitario: devono essere effettuate in contraddittorio con l’Asl ma questo non potrà avvenire almeno fino a domani, lunedì. Considerando un tempo di coltura dei campioni che varia dalle 21 alle 24 ore, quindi, il divieto potrebbe non essere revocato fino a martedì pomeriggio o addirittura mercoledì. Salvo ripensamenti. A ogni modo, ieri c’è stato un altro confronto fra gestore idrico, Asl e Comune. Gaia ha aggiornato gli enti sulle misure immediatamente adottate per superare la criticità dovuta alla presenza del batterio: isolare alcune delle sorgenti ritenute responsabili della contaminazione, ossia quelle carsiche che afferiscono al bacino del Cartaro, e due dei serbatoi di Ischignano. Secondo la società le azioni intraprese dovrebbero essere già risolutive della problematica e propedeutiche alla revoca dell’ordinanza, per la quale si attendono a questo punto gli esiti delle ulteriori analisi da parte dell’Asl.

Nel frattempo quelle effettuate da Gaia hanno confermato l’assenza del batterio nella rete di distribuzione: i campionamenti ripetuti ieri, condotti su Piazza Garibaldi, Casette e Mirteto (quest’ultima fuori dall’aria interessata per massima prudenza), non hanno individuato il Clostridium. Il campione effettuato su via Prado necessita di ulteriori 24 ore per la conferma del risultato in laboratorio, sebbene ci si attenda un esito tranquillizzante, anche visti i risultati dell’analisi del giorno prima, nello stesso punto. Altre analisi del gestore continuano ad essere ripetute in queste ore su tutti i punti di prelievo. A ogni modo anche nei giorni scorsi il batterio non è mai stato trovato nell’acqua distribuita dalla rete cittadina ma solo al serbatoio di Ischignano. "Il batterio – prosegue la società -, che si presenta nelle acque superficiali o di sorgente carsica, dopo eventi meteorologici intensi, è stato invece ritrovato nelle sorgenti Cartaro più grandi, provenienti da percorsi carsici, e in uno dei tre serbatoi a Ischignano: le sorgenti contaminate e due serbatoi (quello con criticità più quello di riserva) sono stati immediatamente esclusi dall’alimentazione dell’acquedotto. Restano incluse nell’alimentazione le sorgenti più piccole, dove le analisi non hanno rilevato la presenza del batterio".