Sci ai piedi e mare all’orizzonte. Con il passaggio della Toscana in zona gialla le Apuane si sono riscoperte una meta perfetta per gli amanti degli sport invernali. Complici le copiose nevicate e la chiusura degli impianti sciistici, tanti amanti della montagna hanno optato per le pelli di foca, piccozze e ramponi da usare sui versanti delle Apuane. Super lavoro quindi per i professionisti della montagna con molte delle mete più famose, a...

Sci ai piedi e mare all’orizzonte. Con il passaggio della Toscana in zona gialla le Apuane si sono riscoperte una meta perfetta per gli amanti degli sport invernali. Complici le copiose nevicate e la chiusura degli impianti sciistici, tanti amanti della montagna hanno optato per le pelli di foca, piccozze e ramponi da usare sui versanti delle Apuane. Super lavoro quindi per i professionisti della montagna con molte delle mete più famose, a cominciare da Campocecina e il Sagro, che sono state prese d’assalto. E pensare che, numeri alla mano, questo livello di nevicate sulle nostre montagne non è certo una novità, a essere fuori dalla norma è semmai il tempismo.

"L’eccezionalità è che la neve è arrivata solo all’inizio della stagione fredda e soprattutto al fatto che si è trattato di un unica lunga perturbazione cominciata a Natale e conclusasi all’Epifania – spiega Paolo Lunini di Meteo Apuane -. Per ritrovare un evento nevoso così abbondante ad inizio inverno bisogna risalire agli anni ‘70 e soprattutto al 1980-1981. Nei mesi di febbraio-marzo si sono invece misurati accumuli anche più elevati di quelli attuali, ad esempio al termine dei nevosissimi inverni del 1996, 2004, 2005, 2010 e 2013. A cavallo tra il 2020 e 21 le nevicate pressoché incessanti hanno accumulato fino a un metro di neve sulle Apuane a 1.300 metri mentre in Appennino alla stessa quota si sono raggiunti i 160-180 centimetri. Al di sopra di tale quota le misurazioni ufficiali sono rese difficili, tuttavia è possibile ipotizzare che sulle vette oltre i 1800 metri il manto abbia sfiorato i 3 metri di altezza. Adesso, la coltre subisce il normale processo di compattazione e le prime tracce si ritrovano ormai solo oltre gli 800-900 metri mentre a 1300 metri il manto oscilla ancora fra 70 e 120 centimetri". Le nevicate su Apuane e Appennino non sembrano tra l’altro finite, anche se nei prossimi giorni dovrebbero concentrarsi solo su quote più alte.

"L’influenza positiva dell’anticiclone durerà fino a martedì, successivamente pare probabile il ritorno di correnti più umide ed instabili di origine atlantica ma accompagnate questa volta da aria relativamente più mite, nuove nevicate sono quindi attese solo alle quote di alta montagna".