Carrara affronta la sua prima notte dopo l'alluvione (Lapresse)
Carrara affronta la sua prima notte dopo l'alluvione (Lapresse)

Carrara, 5 novembre 2014 - Il fiume Carrione che esonda e trascina via tutto. Si abbatte su case, macchine, aziende, scuole, fattorie. Un disastro ancora una volta annunciato. Un disastro da milioni e milioni di euro in una zona già pesantamente colpita dalla crisi. E ora scatta l'inchiesta della magistratura. C'era paura per il meteo e le paure si sono trasformate in incubi tremendamente reali. E' alluvione ancora una volta nella zona di Carrara, colpita a più riprese negli ultimi dieci anni da inondazioni che hanno pesantemente segnato il territorio. E' alluvione, con 160 millimetri almeno di pioggia caduta, il totale di ciò che di solito cade a novembre. Tutto è cominciato all'alba di mercoledì 5 novembre: il fiume Carrione raccoglie la pioggia incessante che per ore si è abbattuta nella zona. Trascina metri e metri cubi di acqua fino a rompere un argine in via Argine Destro. Sono le prime ore dell'alba e si scatena l'inferno. E' un miracolo che alla fine la popolazione sia incolume. Sono terribili le immagini che a metà pomeriggio diffonde TtNews, emittente carrarina che ha anch'essa subito gravi danni e che ha dovuto interrompere le sue trasmissioni. Intanto, a sera si contano 450 sfollati e 1600 case danneggiate. Gli sfollati sono raccolti in un centro a Carrara Fiere. 

APERTA INCHIESTA SUL DISASTRO - La procura di Massa ha aperto un fascicolo sull'esondazione del fiume Carrione, che ha provocato l'alluvione. Nei prossimi giorni i magistrati acquisiranno atti e documenti. Con ogni probabilità anche quelli relativi ai lavori di ricostruzione dell' argine, negli anni 2006 e 2007, e alle segnalazioni dei cittadini e degli abitanti della zona riguardo i cedimenti dell' argine.

 

L'argine del Carrione prima e dopo la rottura

Il bilancio del sindaco Zubbani è drammatico: centinaia le persone intrappolate in casa mentre fuori le strade sono invase dal fango. Diverse decine gli sfollati, che vengono accolti nella zona di Carrara Fiere, dove si trova anche l'unità di crisi. 

L'acqua del fiume invade tutto. La furia del corso d'acqua travolge aziende del marmo ma anche aziende agricole. La gente cerca riparo dove può. Molti vengono sorpresi nel sonno. Un gruppo di extracomunitari si rifugia in alto, sui tetti delle case. Saranno poi salvati dai vigili del fuoco. Si mette immediatamente in moto la macchina dei soccorsi. Le strade di Marina di Carrara vengono invase dal fango. Danni anche per tanti negozi. La città è paralizzata. Le scuole vengono chiuse, mentre vigili del fuoco e Protezione Civile si mettono subito al lavoro. In un primo tempo si sparge la voce di un paio di dispersi, voce che il sindaco Zubbani smentisce di prima mattina. 

Ma intanto, a Carrara è devastazione. A causa del vento il mare non riesce a ricevere bene l'acqua dei fiumi. Per questo viene addirittura abbatuto un molo per far sì che l'acqua non trovi ostacoli. Intanto una squadra di operai con una gru ripara immediatamente l'argine per cercare di limitare al massimo i danni già gravissimi. 

L'ARGINE CROLLATO FU COSTRUITO NEL 2006, E' SUBITO POLEMICA - L'argine che si è rotto era stato innalzato soltanto pochi anni fa, all'epoca di un'altra alluvione che aveva travolto tutto. Adesso, la situazione si ripete. «Non ostacoleremo nessuna indagine se la procura deciderà di aprire un'inchiesta su questi lavori: è un dovere di trasparenza che abbiamo nei confronti dei cittadini di Carrara». Lo ha detto il neo presidente della provincia di Massa Carrara Narciso Buffoni, eletto l'ottobre scorso con una lista di centro sinistra, a proposito dei danni da maltempo a Carrara. «Sono stato all' argine stamattina - continua Buffoni - ho sentito persone parlare addirittura di un muro di cartapesta a proposito di un'opera in cemento armato». «Quell' argine non doveva crollare, questo è un dato di fatto - dice ancora il presidente della Provincia -. Non conosco ancora bene la situazione, ma posso assicurare che attiveremo tutti i controlli necessari per far luce sulla vicenda, metteremo a disposizione tutti i documenti che riguardarono la gara di appalto e l'assegnazione dei lavori, fino al monitoraggio dei cantieri e se verranno individuati responsabili chiederemo che vengano perseguiti».

ESONDA IL PARMIGNOLA - Ma ad esondare è stato anche il fiume Parmignola. Questo ha creato problemi al traffico ferroviario e al traffico ferroviario, con diversi treni che sono stati interrotti. Anche Ortonovo ha avuto danni e disagi. 

LE TESTIMONIANZE - "Eravamo a letto e ci hanno chiamato per dirci di scappare", raccontano due anziani SENTI LA LORO TESTIMONIANZA AUDIO 

​DANNI GRAVI ALLE AZIENDE AGRICOLE - Agnellini affogati, campi allagati, stalle, magazzini e attrezzature invasi dal fango, fieno, e mangimi da buttare e serre distrutte dal vento. È quanto emerge dal primo bilancio stilato dalla Coldiretti sugli effetti dell'ondata di maltempo in Toscana. Tanta l'acqua che si è riversata, spiega la Coldiretti, su un territorio dove ad ottobre si era registrato un 43% di pioggia in meno che ha reso i terreni più vulnerabili al nubifragi. La situazione più grave si rileva nella Provincia di Massa Carrara già interessata dall'alluvione del 2012. Il torrente Carrione ed il Parmignola, sono usciti nuovamente dagli argini. Tra i casi più gravi la Cordiretti segnala la situazione dell'antica azienda agricola Paolini che è riuscita a salvare il gregge adulto nel pascolo che corre a fianco del torrente Carrione, ad Avenza, ma non gli agnellini che sono affogati. Da buttare fieno, paglia e mangimi. Compromesse le attrezzature meccaniche: l'acqua ha intaccato i circuiti elettroni. Sono finite sotto una decina di centimetri di acqua e fango anche migliaia di piantine di ortaggi seminati da pochi giorni. Le fortissime raffiche di vento hanno inoltre scoperchiato diverse serre e ricoveri di attrezzi.

La Nazione del 16 ottobre 2014: i cittadini che abitano lungo il Carrione lanciano l'allarmeLa Nazione - Giovedì 17 aprile 2014 - Allarme residenti argine destro

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE ROSSI SUI LUOGHI DEL DISASTRO - «Qui in 2 anni abbiamo realizzato 31 interventi per 16 mln e commissariato 2 opere in ritardo. Ora la priorità è portare tutti al sicuro poi verificherò le responsabilità». Lo ha scritto su facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che è andato a Carrara per fare «il punto assieme al sindaco, vigili del fuoco e protezione civile». «A Carrara Fiere - aggiunge - abbiamo già approntato una struttura, attrezzata anche con cucina, per accogliere 200 sfollati. I ruspisti sono a lavoro per richiudere in giornata l' argine rotto». «Elicotteri e gommoni sono già al lavoro per evacuare le persone a rischio - conclude -. In tre ore sono caduti 177 mml di pioggia; di solito cadono in un intero mese d'autunno».

LE ORDINANZE DEL SINDACO - I problemi maggiori sono nella zona di Avenza e di Marina di Carrara. Il sindaco di Carrara, Andrea Zubbani, ha emesso varie ordinanze con le quali chiede alla popolazione di non uscire di casa, prevede la chiusura delle scuole e vieta l'uso a fini alimentari dell'acqua dell'acquedotto, visto che il gestore ha rilevato "fenomeni di intorbidimento delle sorgenti che servono il Comune di Carrara". Con una comunicazione GAIA Spa informa che a seguito dell'evento metereologico avverso della notte scorsa si sono verificati dei fenomeni di intorbidamento delle sorgenti che servono il Comune di Carrara, in particolare in loc. Carrara centro, Carrara Via Codena, località San ceccardo, Fossola, San Luca, Bonascola, località Stadio fino a Via Carducci, Miseglia, Colonnata, Zona Ospedale e zone limitrofe.