Placido, Costa, Testa: riparte la stagione teatrale al Garibaldi

Presentato il cartellone dall'assessore Federica Forti

Michele Placido

©Claudio Bernardi/Lapresse Roma, 12 novembre 2012 - Festival Internazionale del Cinema di Roma Red Carpet del film "Le Guetteur", di Michele Placido, con Violante Placido e Luca Argentero. nella foto: Michele Placido

Carrara, 24 settembre 2019 - Testi di Shakespeare, Molière e Plauto riletti da drammaturghi contemporanei, ma anche due grandi successi di Hollywood che ora arrivano sul palco e persino la versione teatrale di un’opera lirica. La nuova stagione del Teatro Garibaldi, frutto come sempre della collaborazione fra Fondazione Toscana Spettacolo onlus (anche quest’anno riconosciuto dal Mibact come primo circuito multidisciplinare in Italia) e amministrazione comunale, parla la lingua dell’oggi, valorizzando i capolavori del passato. Nella consolidata tradizione di Carrara, in scena artisti di primo piano del panorama nazionale: da Michele Placido ad Anna Bonaiuto, da Ettore Bassi a Lella Costa, da Anna Maria Guarnieri a Giulia Lazzarini e tanti altri.

Un progetto culturale che il pubblico di Carrara dimostra di apprezzare ogni anno sempre di più. Gli abbonamenti nelle ultime stagioni sono aumentati in maniera progressiva fino ad attestarsi su un numero importante: 725 sottoscrizioni, con una media di 450 spettatori. Un risultato importante che testimonia la crescente richiesta di teatro da parte del territorio, quale effetto positivo della pluralità dell’offerta e della solidità del sistema.

Ad inaugurare la stagione, martedì 5 novembre, replica mercoledì 6, (alle 21.15 come per tutti gli spettacoli), Michele Placido e Anna Bonaiuto con "Piccoli crimini coniugali". Il celebre scrittore francese Eric-Emmanuel Schmitt mette in scena un sottile gioco al massacro sull’altalena del matrimonio. Un uomo torna a casa dopo un incidente, in preda a un’amnesia totale, incapace di riconoscere anche sua moglie. Una commedia nera e piena di suspense, che si snoda fra impercettibili slittamenti del cuore e tradimenti conclamati.

A seguire, mercoledì 20 e giovedì 21 novembre, Ettore Bassi è il protagonista de "L’attimo fuggente". A trent’anni dal debutto del film che fu premiato con l’Oscar per la sceneggiatura, il professor Keating arriva sul palco, col suo approccio alternativo, e il suo invito a “cogliere la rosa prima che appassisca”. Un classico del grande schermo che in scena conferma il suo carattere appassionante, commovente e pieno di speranza.

Con "Anfitrione", mercoledì 4 e giovedì 5 dicembre, Filippo Dini porta in scena uno sferzante testo contemporaneo con un cast che include Gigio Alberti, Barbora Bobulova e Antonio Catania. Il regista Sergio Pierattini dà nuova vita al personaggio narrato, fra gli altri, da Plauto e Molière, che adesso diventa un politico populista, affiancato da un autista-portaborse (Sosia) e da una first lady che per vivere insegna a scuola (Alcmena). Ma intanto, Giove e Mercurio, a dispetto dello scetticismo che li circonda, continuano ad agire e a sconvolgere, con il loro intervento, gli umili e i potenti.

Anche quest’anno, con le festività natalizie, ad Avenza arriva la musica gospel. Sabato 14 dicembre, alla chiesa Santissima Mediatrice e giovedì 19 dicembre alla chiesa San Pietro, due concerti gratuiti – "New millennium gospel singers, pastor ron gospel show"  nel segno della tradizione, con brani di gospel contemporaneo e arrangiamenti di temi tradizionali nelle versioni più amate dal grande pubblico. I due concerti fanno parte dell’edizione 2019-2020 del Toscana Gospel Festival.

Nel cartellone di prosa ritorna mercoledì 8 gennaio, replica giovedì 9, con "Traviata. L’intelligenza del cuore", l’originale spettacolo interpretato da Lella Costa, che lo ha scritto insieme al regista Gabriele Vacis. Un pianoforte accompagna le arie della Traviata cantate da un tenore e da un soprano, mentre l’attrice intesse un dialogo impossibile con Violetta e Alfredo, mescolando con abilità e umorismo il celebre romanzo di Alexandre Dumas, il libretto di Piave e le musiche di Verdi, e recitando tutte le parti della storia e non solo.

Lo storico Teatro del Carretto porta in scena – martedì 21 e mercoledì 22 gennaio (anche in matinée, mercoledì 22 alle 10.30) – "La tempesta" di Shakespeare, nell’originale adattamento di Giacomo Vezzani, che firma anche la regia. Lo spettacolo è concepito come l’incontro tra il protagonista, Prospero, e due attori ai quali viene richiesto di mettere in scena ancora una volta la sua tempesta, alternandosi a interpretare tutti i personaggi. È una colonna sonora originale ad evocare la magia al centro del testo, testamento teatrale del grande poeta.

Martedì 11 e mercoledì 12 febbraio (anche in matinée per le scuole mercoledì 12 febbraio, alle 10.30) ancora una rilettura di un grande classico: l’attore e regista Valter Malosti porta in scena "Molierè Il misantropo". L’artista, che firma anche l’adattamento al fianco di Fabrizio Sinisi, riparte dal capolavoro del titolo, allestito per la prima volta nel 1666 con le musiche di Jean- Baptiste Lully, ma lo mette a confronto con altre opere, a partire dal Don Giovanni. Alceste e Don Giovanni diventano i due volti di una lotta totale e disperata contro l’ipocrisia e il compromesso su cui è costruita la civiltà.

Con "Arsenico e vecchi merletti", mercoledì 19 e giovedì 20 febbraio, Geppy Gleijeses riporta sui palcoscenici italiani il testo di Joseph Kesserling, reso celebre dalla versione cinematografica di Frank Capra del 1944. Con questo adattamento Mario Monicelli debuttò come regista teatrale, e ora Gleijeses si ispira a quell’allestimento per costruire uno spettacolo che vede come protagoniste due regine del teatro italiano: Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini. Al centro, la storia di Mortimer Brewster, che andando a trovare le sue vecchie zie, scopre che nascondono un inquietante vizietto.

Chiude la stagione, sabato 7 e domenica 8 marzo, "Ditegli sempre di sì", di Eduardo De Filippo. In scena la compagnia Elledieffe – fondata da Luca De Filippo – diretta da Roberto Andò. Scritta nel 1927 - uno dei primi testi scritti di Eduardo - è un’opera vivace sul tema della pazzia, ricca di echi pirandelliani. Dopo un anno di reclusione in manicomio, Michele Murri torna finalmente a casa, ma dietro un’apparente normalità, la sua malattia riemerge negli eccessi di ragionevolezza. Dall’incontro con amici e conoscenti sorgono intricati malintesi che rendono impossibile distinguere quale sia la realtà e chi sia il vero pazzo.