Luigi Ficacci
Luigi Ficacci

Lucca, 16 agosto 2018 - Da lunedì 20 agosto Luigi Ficacci assumerà l’incarico di direttore dell’Istituto centrale del restauro a Roma e le province di Lucca e Massa Carrara resteranno temporaneamente prive del titolare della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio. Un fulmine a ciel sereno ben più pesante di quelli annunciati (e rimasti soltanto tali) dai meteorologi per la giornata di ieri, quello che riguarda uno degli incarichi pubblici di maggior peso nel nostro territorio. Ficacci, nato a Roma sessantaquattro anni fa è alla guida della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara dal 2015. Dopo avervi operato come reggente per due anni, fra il 2005 e il 2006 fondando di fatto l’istituzione appena creata come costola staccata dalla Soprintendenza di Pisa. Il trasferimento avverrà direttamente i pieno agosto.

Ficacci risponde al telefono mentre sta incrociando in barca il mar Egeo con alle spalle Troia e di lato il Peloponneso. Il contesto ideale per un uomo di cultura. «Per di più, è l’Egeo greco», puntualizza.

Lascia Lucca in pieno agosto. Una sorpresa, per la città. «Ho firmato il contratto che mi lega all’Istituto Centrale del Restauro mentre già mi trovavo in ferie».

Un incarico prestigioso. «L’Istituto fu fondato nel 1939 da Cesare Brandi. Guidarlo rappresenta un incarico di rilievo che tuttavia non m’impedisce di sentirmi intimamente lacerato per il dispiacere di lasciare Lucca e Massa, un territorio in cui ho maturato esperienze importantissime sia sul piano intellettuale che dal punto di vista umano».

Nella Soprintendenza si apre una vacatio. «E’ già stato bandito l’interpello al ministero per il nuovo responsabile. Il bando si chiuderà proprio lunedì prossimo, dopo di che il ministero valuterà le domande pervenute».

Parole di circostanza è è davvero dispiaciuto nel lasciare Lucca? «Lo dico senza infingimenti. Sono molto legato a questa sede, che contribuii a fondare dopo il distacco delle province di Lucca e Massa dalla competenza territoriale Soprintendenza di Pisa, Poi vinsi il concorso per soprintendente e scelsi la sede di Bologna, Ferrara, Forlì Cesena, Ravenna e Rimini. Poi, chiesi di tornare a Lucca, dove ho trascorso tre meravigliosi anni».

Cosa ricorda dell’esperienza lucchese e massese? «Tanti episodi, ma ciò che resta è la soddisfazione e al tempo stesso il senso di responsabilità connessi all’amministrare un territorio in cui si hanno tante differenze di tipo geografiche, naturali e culturali riunite in uno spazio tanto concentrato».

E’ il caso di dire che questa terra è uno scrigno in cui c’è ogni ben di Dio. «Una varietà infinita di beni culturali e ambientali fra la città di Lucca con quello che tutti conoscono, Viareggio che rispetto al capoluogo è già un altro universo, la Mediavalle, le Apuane. Mondi diversi anche dal punto di vista sociale, con i quali siamo riusciti a collaborare in maniera armonica su iniziative di varia provenienza: enti locali, istituzioni ecclesiali, mondo finanziario, Stato. Lavorare qui è stata una bella lezione di vita e professionale. Anzi, raccomando a voi della comunicazione di occuparvi ancora con sensibilità del patrimonio culturale della Lucchesia. Il vostro apporto è importantissimo».