Violenza sulle donne
Violenza sulle donne

Lucca, 13 dicembre 2017 - La loro relazione è iniziata su Facebook e finita nell’aula di un tribunale. Quello che una volta era il suo compagno di vita, piano piano si è trasformato in un tremendo aguzzino, capace di costringerla con la forza ad avere rapporti sessuali, di infliggerle umiliazioni e punizioni di ogni sorta: minacce, botte, persino macabri rituali a cui la donna doveva sottoporsi per soddisfare la volontà di quell’amante divenuto geloso fino alla paranoia. La donna ha però trovato il coraggio di denunciare le angherie subite e l’uomo  il 5 dicembre è stato condannato alla pena di otto anni più due di libertà vigilata dal tribunale di Messina per violenza sessuale, lesioni e stalking.

Incubo finito? Nemmeno per sogno. L’imputato, qualche giorno prima della sentenza, era infatti evaso dalla sua abitazione di Barcellona Pozzo di Gotto, dove era agli arresti domiciliari per gli atti persecutori a distanza nei confronti dell’infermiera lucchese, che si era rivolta all’associazione Luna e all’avvocato Valentina Mian per liberarsi dalle continue molestie dell’ormai ex compagno. «Di lui si sono perse le tracce il 18 novembre – si sfoga la vittima – ma so che mi verrà a cercare per farmela pagare, me lo ha giurato».

Minacce esplicite, con messaggi su Facebook e via telefono: «Mi ha espressamente detto che ucciderà lentamente il mio attuale compagno, poi toccherà a me». La donna ormai vive praticamente sotto scorta per paura di trovarsi davanti da un momento all’altro quell’uomo che potrebbe farle del male: «La mia vita è segnata. Non vado più nemmeno al lavoro perché ho il timore di mettere a repentaglio le altre persone». Un precedente inquietante alimenta le angosce: «Ho scoperto che lui già in passato aveva bruciato la macchina a una sua ex, con cui sono in contatto e che vive la stessa situazione, ha le mie stesse preoccupazioni. Sa dove abito, prima o poi me lo ritroverò sotto casa»

«Io sapevo che sarebbe scappato dai domiciliari ma nessuno mi ha creduta. Stavolta – conclude la donna, terrorizzata – spero che qualcuno dia ascolto alla mia denuncia e faccia qualcosa».