Ivan J. Houston
Ivan J. Houston

Lucca, 1 marzo 2020 - Il grande guerriero si è dovuto purtroppo arrendere. E' morto nella notte in una clinica di Los Angeles, dove era ricoverato da alcune settimane, Ivan J.Houston, il veterano di 94 anni della Buffalo Division americana che aveva contribuito alla liberazione di Lucca dai nazifascisti nel settembre 1944.

Era nato il 15 giugno 1925 e all'età di 19 anni si era trovato a combattere sul fronte della Linea Gotica. Da quei drammatici giorni non aveva mai dimenticato Lucca e la Toscana, tanto da voler tornare ormai quasi novantenne a rivedere quei luoghi. A Lucca, grazie a un libro regalatogli dall'editrice Francesca Fazzi (con cui aveva pubblicato nel 2014 "Black Warriors" sui soldati afroamericani della Divisione Buffalo) aveva scoperto per caso anche il Volto Santo: era rimasto folgorato da quel Cristo nero nella Cattedrale di San Martino e l'aveva fatto conoscere anche negli Usa. Lo leggeva come un misterioso e bellissimo legame con la città. Era tornato di nuovo a Lucca nel settembre scorso per il 75° della Liberazione, nonostante qualche problema al cuore, e aveva ricevuto dalle mani del sindaco Alessandro Tambellini la medaglia della città di Lucca in occasione di un evento organizzato da Liberation Route Italia, in collaborazione con il Comune di Lucca: la premiere europea del Docu-film “With one tied hand”, prodotto dalla Pacific Production, dedicato alla divisione afroamericana e alla loro difficile guerra in Italia, come soldati di colore segregati.

«Ogni volta che torno qui a Lucca - aveva detto commosso nel settembre scorso - il cuore mi si riempie di meraviglia. Che splendida città! E quando penso che nel settembre 1944 ho contribuito a liberarla dalle truppe nazifasciste la trovo ancora più magica, più mia...». Di lui ci resta appunto anche il meraviglioso docufilm “WOTH (With One Tied Hand)”, ovvero “Con una mano legata”. "Ho voluto raccontare - spiegava Ivan J.Houston -  i retroscena di quella guerra combattuta in prima linea da truppe afroamericane che andavano a liberare altri popoli, pur essendo poi cittadini americani segregati e di fatto non liberi nel loro Paese».

La sua scomparsa lascia nel dolore i familiari ((i figli Ivan Abbott, Pam e Kathi) ma anche i tanti amici lucchesi che ne avevano apprezzato le straordinarie doti umane. In suo onore domani, lunedì 2, sarà esposta la bandiera a mezz'asta al Cimitero americano di Firenze.

In un comunicato il sindaco Alessandro Tambellini  esprime profondo cordoglio per la morte di Ivan J. Houston, ricordando di averlo ricevuto e di averlo accanto durante l’ultimo tratto della processione di Santa Croce, alla consegna del cero votivo al Volto Santo nella Cattedrale di San Martino. Tambellini cita la forte impressione suscitata su Houston dalla visione del  “nostro Crocifisso nero”. Il sindaco aggiunge che  Houston è stato parte "di quella generazione straordinaria che con il proprio sacrificio ha riscattato l’Europa dall’orrore della Seconda Guerra Mondiale". E dichiara che il racconto e le memorie del soldato americano, "comprese quelle sulla segregazione razziale dei soldati di colore nell’esercito americano", sono monito ed esempio "di quanto la libertà e la democrazia, oggi ritenute scontate, debbano essere protette e custodite con grande attenzione".

La sindaca di Altopascio Sara D'Ambrosio ricorda che la lezione più bella lasciata da Houston è che lui "afroamericano, liberava il nostro popolo, insieme ad altri afroamericani che lottavano e rischiavano la vita per la nostra libertà e lo facevano da cittadini americani che vivevano sulla propria pelle l’orrore della segregazione, la non libertà in cui li aveva di fatto relegati il loro paese".
"Da cittadina libera, da italiana, da sindaco sono onorata di aver conosciuto questo gigante. E sono fiera e orgogliosa di averlo invitato ad Altopascio, nel settembre scorso, per festeggiare insieme la Liberazione del nostro paese". 

"Oggi il mondo è più povero" scrivono in una nota della Lega Damiano Simonetti, della sezione Mediavalle Garfagnana e Yamila Bertieri, consigliere a Borgo a Mozzano, ricordando la visita efettuata da Houston a Borgo a Mozzano  per presentare il suo libro " Black Wariors.  I Buffalo Soldiers” in collaborazione con il "Museo della Linea Gotica di Borgo a Mozzano". I due ricorano che Houston volle "visitare la Linea Gotica,  testimonianza del tempo che è stato durante gli anni del conflitto  e che non tutti i territori hanno il privilegio di avere". I due esponenti leghisti esprimono rammarico perché dal 2015 a Borgo a Mozzano  "non sono stati più creati eventi con Ivan che insieme a tanti giovani soldati, ha contribuito a liberarci da un'ingiusta  guerra".