Marcello Gozzi, direttore di Confindustria Toscana Nord
Marcello Gozzi, direttore di Confindustria Toscana Nord

Lucca, 1 maggio 2021 - Vaccini in azienda, qualche porta si apre anche se lentamente soprattutto a causa delle “incrostazioni“ della solita burocrazia ma, soprattutto, per le dosi che ancora arrivano con il contagocce. Comunque qualcosa si muove come ci anticipa il direttore di Confindustria Toscana Nord, Marcello Gozzi.

“Ci sono due elementi chiave che poco alla volta si stanno sbloccando – spiega Gozzi – Uno è il protocollo cornice a livello nazionale, l’altro sono le linee guida a livello regionale che non tutte le regioni, però, hanno intenzione di attivare. La Toscana pare proprio di sì: c’è una bozza su cui dovrebbe aprirsi un confronto in queste ore, e dovrebbe arrivare ad approvazione entro una decina di giorni“.

Quali i punti cardine funzionali allo sblocco delle procedure per i vaccini in azienda?
“Intanto l’accreditamento dei locali dell’azienda da parte delle Asl. E poi la disponibilità dei locali stessi a ospitare i tre passaggi funzionali fondamentali della campagna di vaccinazione“.

E questi tre passaggi?
“Intanto la fase di triage che presuppone la compilazione dei moduli da parte di chi si va a vaccinare o di un suo tutore: è lì che si indicano le malattie pregresse, le eventuali allergie, e si specifica il tipo di vaccino illustrandone le caratteristiche. Poi c’è l’attività di vaccinazione vera e propria, che dipenderà molto dal tipo vaccino e quindi dalle caratteristiche di conservaziione. E poi occorrerà prevedere una sala d’attesa per la terza fase, quella del quarto d’ora post vaccino per osservare eventuali effetti collaterali“.

Quale tipo di vaccino sarà?
“Questo non lo sappiamo ancora, dipenderà dalle forniture“.

E le tempistiche, se la pratica dovesse effettivamente essere licenziata entro 10 giorni?
“Non immediate e questo non per difficoltà organizzative delle aziende che sono pronte, prontissime, ma per la penuria di forniture di vaccini. Escludo che si possa partire entro la prima metà di maggio“.

Chi somministrerà il vaccino e in quali sedi?
“Il medico competente, ovvero il medico di riferimento per l’azienda stessa, che conosce i dipendenti dal punto di vista clinico. Per quanto riguarda la sede aspettiamo il protocollo regionale ma vorremmo offrire agli associati una gamma di possibilità“.

Ovvero?
“Le aziende più piccole potrebbero aver difficoltà, quindi ci stiamo attivando con strutture esterne, l’ideale sono i centri già accreditati come centri vaccinali o le cliniche private“.

Quale incognita resta?
“La principale è sempre quella legata alle forniture. Francamente avrebbe poco senso mettere in moto una macchina potente con un impegno non banale, sia economico che organizzativo, senza che vi sia un canale fluido di approvvigionamenti“.

Si pensa di vaccinare solo i dipendenti o anche i familiari?
“Solo i dipendenti“.

Quali sono le aziende che premono di più per il vaccino?
“Tutte quelle che hanno a che fare con i mercati esteri e penso al vasto settore cartario della Lucchesia. Esemplificando, la vendita di un macchinario per la produzione della carta include anche l’assistenza tecnica. E inviare all’estero tecnici per il montaggio oggi vuol dire tempi morti per le quarantene in andata e ritorno. Il vaccino è un elemento fondamentale per uscire da questa situazione e per questo noi siamo responsabilmente a disposizione“.