Uno chef da export. Per Aurelio Barattini il super visto Usa “O1”

Il titolare dell’Antica Locanda di Sesto ottiene il prestigioso passaporto “vip“: "Lo inseguivo da un anno, una grande soddisfazione". E un progetto in vista

Aurelio Barattini con il super visto Usa “O1“
Aurelio Barattini con il super visto Usa “O1“

Lucca, 9 dicembre 2023 – Nella top ten delle eccellenze lucchesi merita sicuramente un posto (a tavola) Aurelio Barattini, chef dell’Antica Locanda di Sesto, uno dei migliori locali storici della nostra provincia. A pochi giorni dal Natale, gli è arrivato quello che lui, scherzando, definisce “un regalo anticipato di Babbo Natale“, ovvero l’ambitissimo “visto O1“ degli Usa sul suo passaporto.

Il “visto O1“ viene concesso dagli Usa con parsimonia e solo ad artisti, professionisti top e personaggi d’eccellenza in categorie specifiche. Vip, insomma, ma anche persone delle quali ci si può fidare e che in un determinato settore possono apportare un valore aggiunto per gli stessi Stati Uniti. Chi conosce Aurelio Barattini non può restare sorpreso: basti dire che ha cucinato (su loro esplicita richiesta) per personaggi del calibro di Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, o di rockstar come gli U2. Lui, schivo e modesto come sempre, neanche vorrebbe parlarne.

Aurelio, diciamolo, è stata dura?

"Diciamo – sorride – che non è stata una passeggiata. Ho dovuto preparare un dossier di quasi 300 pagine, fornire articoli di giornale, dettagliate referenze, documenti di ogni tipo, sostenere vari colloqui con l’ufficio consolare e spiegare nei dettagli la mia professione e i motivi dei miei ricorrenti viaggi negli Usa".

E poi il... regalo di Natale?

"Poi dopo 368 giorni di attesa hanno spulciato bene il tutto e alla fine mi hanno concesso questo visto speciale, che mi riempie di orgoglio. Oltretutto con gli Usa ho un rapporto speciale da anni. Ho fatto conoscere nel mio piccolo specialità lucchesi come la biadina, il buccellato o i tordelli, esporto il mio olio extravergine della Maolina, ho cucinato piatti lucchesi in eventi di beneficenza ad alto livello".

E’ lì che hai conosciuto Jeff Bezos e gli U2?

"Sì, ho cucinato in occasioni diverse in questi “charity“ a Los Angeles e dopo mi hanno richiamato per eventi privati. Bezos mi fece addirittura andare a casa sua a Seattle. Peccato che esattamente il giorno dopo, il 10 marzo 2020, scattò il lockdown in Italia per il Covid e dovetti salutarlo. Scelsi ovviamente la mia famiglia, rimasta a Roma. Lui mi volle persino accompagnare all’aeroporto in Canada. Bono e The Edge degli U2, invece, vennero in elicottero in una villa qui a Lucca nell’agosto 2020 e mi vollero lì per cucinare piatti lucchesi... Gente incredibilmente semplice, peraltro".

Ora questo passaporto Usa speciale. Ma c’è dietro un progetto gastronomico da export?

"Beh di progetti ne ho tanti. Sicuramente voglio sviluppare qualcosa tra Lucca e gli Usa, ma è presto per parlarne, non svelo nulla. Certo che con questo “lasciapassare“ diventa tutto più semplice, perché si estende a familiari ed eventuali collaboratori stretti. Mi piacerebbe... esportare ancora di più la Lucchesia negli Usa".

Ma non è che ora rischiamo che lasci l’Antica Locanda?

"Assolutamente no. Non scherziamo. Io e mio fratello Lamberto siamo alla quarta generazione dal 1911 in questo locale, mia mamma Raffaella è ancora un pilastro della nostra attività. Poi ho qui la mia azienda agricola. Insomma per me Lucca è quel centro di gravità permanente che molti cercano per una vita. Anche i miliardari americani...".