Un nuovo paradigma per la mobilità

L'articolo esprime la necessità di ridurre il traffico veicolare in città per affrontare il cambiamento climatico e migliorare la mobilità urbana, con particolare riferimento al caso di Lucca.

Metta la mano qui sotto chi non desideri una città con meno auto, furgoni e, in genere, mezzi a motore. Forse, solo chi ne sarà penalizzato sul lavoro potrà aver motivo, ma non ragione, di lamentarsi: ridurre il transito dei camioncini in centro e pedonalizzare alcune aree di particolare pregio è andare incontro a un futuro dove, volenti o nolenti, la mobilità urbana come la conosciamo oggi sarà un pallido ricordo. Diciamoci la verità: le auto andranno usate sempre di meno, soprattutto se ingombranti e più inquinanti. Il cambiamento climatico sta imponendo – e anche con un certa fretta – un nuovo paradigma nella mobilità urbana. In Italia a maggior ragione, dove abbiamo un bel problema con le auto private: sono troppe e le usiamo “male”. Guardatevi intorno quando siete in macchina e provate a contare quanto sono i mezzi privati con più di un passeggero. Ecco, quello attuale è un modello di mobilità destinato ad andare in archivio. Per questo ci piace che ci si approcci al problema del traffico pensando a ridurre i flussi e al preservare quante più aree possibile. Detta così sembra una roba fantascientifica, invece è già il futuro in molte città del nord Europa. E anche in Italia, dove ci sono diverse realtà che stanno sperimentando una mobilità cittadina improntata a ridurre quanto più possibile l’uso dei mezzi privati. Dunque, fa piacere che anche Lucca vada in questa direzione. Una città intelligente e operosa non può non saper leggere il cambiamento in corso e, se possibile, anche anticiparne i tempi. La cerchia della Mura urbana potrebbe addirittura diventare un laboratorio per studiare e ideare sistemi di spostamento a basso, o persino neutro, impatto ambientale. Certo, a patto di immaginare il futuro della città come si sta immaginando quello della consegna merci in città. Anche se a volte non è proprio chiaro che sia sempre così. (Ogni riferimento al progetto di un maxi parcheggio fuori Porta Santa Maria è puramente voluto e non casuale).