Un parchimetro (Germogli)
Un parchimetro (Germogli)

Lucca, 12 febbraio 2020 - Il Piano della mobilità e della sosta del centro storico continua a far discutere e a accalorare gli animi, soprattutto quelli delle categorie commerciali, che temono il colpo finale alle attività dai provvedimenti che la giunta Tambellini intende adottare.
Ma il Piano, al netto delle polemiche, costituisce un importante tassello per conoscere le dinamiche del centro storico. In esso, infatti, sono contenuti numerosi dati che fotografano la Lucca di oggi. A partire dai numeri delle imprese, dei nuclei familiari e dei residenti nelle varie zone dentro le Mura.  Le imprese, per esempio, sono concentrate il larghissima parte dentro la vera e propria area pedonale, ben 1061, contro le 529 e 130, rispettivamente nelle zone a traffico limitato e a accesso libero (ovvero nella zona della Manifattura, di parte di corso Garibaldi e del quadrante meridionale della zona Est). 
I residenti, invece, sono maggiormente presenti nella ztl (4289), mentre nell’area pedonale sono 3741 e in quella a accesso libero 1102
E i parcheggi? Croce (e niente delizia) per residenti e non? Secondo i dati di Palazzo Orsetti, sono 952 quelli blu, ovvero a pagamento; mentre i gialli, per i residenti sono 1629. Ci sono poi (solo) 31 stalli bianchi, 87 stalli per disabili, 73 per altre categorie e 326 per i motocicli: il totale arriva a malapena a 3098. 
E si capisce bene come le richieste di nuovi stalli, ad esempio nella Manifattura, abbiano un chiaro, lampante fondamento. Un comune destino, in sostanza per residenti e non, con i primi che hanno un rapporto tra numero di permessi e stalli di sosta, secondo il Comune, pari a 2,6. La realtà è molto peggiore: sommando gli altri permessi, il rapporto va oltre 6. 
Quasi una lotteria trovare un posto. 
Come del resto per molte zone della città se si viene da fuori. A prescindere dalle tariffe, per molti decisamente salate, sono meno di mille i posti per chi vuole passeggiare o fare acquisti in centro. All’esterno delle Mura sono invece 2434 gli stalli. 
Interessanti anche i numeri dei permessi di accesso nel 2018: i residenti ne posseggono il 36 per cento, il 20 per cento è di invalidi, gli artigiani sono il 12 per cento, i permessi legati ai garage l’11 per cento, mentre il Comune non specifica una quantità enorme di permessi, addirittura il 21 per cento, classificati come «altri permessi». Chi sono? Non si capisce. 






Noti sono invece gli accessi via web alla ztl: oltre 197mila nel solo 2018 se si parla di eventi e manifestazioni, di ingressi alle case di cura e alle strutture ricettive. La parte del leone la fanno le manifestazioni e gli eventi: il 57 per cento del totale è per queste iniziative. Come a dire 307 al giorno. Un esercito. Per quanto autorizzato. 
Ai varchi, invece, si è arrivati a punte di 210mila transiti, compresi i residenti, ma si viaggia tra i 120mila e i 140mila mensili. I giorni feriali registrano circa il doppio degli accessi rispetto alle domeniche. Quanto al servizio pubblico, i dati sono fermi al 2014 e non c’è per niente da stare allegri: sulla Lam blu i passeggeri medi a corsa sono 4,4 , su quella verde si scende a 1,9, mentre sulla rossa siamo a 3,6. Praticamente basterebbe una qualunque auto per ogni corsa. Sconfortante.