Roger Waters
Roger Waters

LUCCA, 24 aprile 2018 - Questo non è uno show per vecchi. Dimenticate i concerti amarcord, i revival nostalgici di brani ormai stagionati, ma ancora emozionanti per i ricordi che si portano dietro. Dimenticate le band che arrancano a ripercorrere accordi e melodie datate, tanto per arrivare in fondo al concerto. Dimenticate soprattutto l’età di questo giovanotto di 74 anni e guardatelo invece per quello che è: un artista stellare e poliedrico nel pieno della sua creatività espansiva. 

Parliamo di Roger Waters, l’anima dei Pink Floyd, protagonista di una serie di incredibili show in questi giorni a Milano e Bologna. Abbiamo visto e ascoltato il suo «Us & Them», due ore e mezza di concerto di livello stratosferico con una band da brividi. Non ci sono in giro show paragonabili per intensità, qualità del suono, profondità emotiva ed effetti speciali. Un assaggio, questo dei palazzetti, della mega produzione che Waters porterà nelle uniche tre date all’aperto dell’estate 2018 in Europa: Londra il 6 luglio, poi l’11 a Lucca e il 14 a Roma. 

Uno show intenso, spettacolare, sorprendente, che offre il meglio della produzione dei Pink Floyd, spaziando da “The dark side of the moon” a “Wish you were here”, da “Animals” a “The Wall”, con sapienti innesti di brani ancora più datati, come il travolgente “One of these days” che dal vivo fa impallidire tante band rock contemporanee. Non è un amarcord, dicevamo, perché la maniacale regia di Waters, l’energia e la qualità dei musicisti (la chitarra di Jonathan Wilson non è quella di David Gilmour, ma non lo fa mai rimpiangere) fanno sì che i pezzi storici acquistino nuova linfa vitale, intrecciandosi  alla perfezione con nuovi brani toccanti come “Déjà Vu” e “The last refugee”, veri schiaffi emotivi contro la guerra. 
Un concerto che proietta il pubblico in una dimensione senza tempo, dove musica, messaggio e rappresentazione scenica si accordano in una simbiosi perfetta, con maxi video di complessivi 70 metri che  creano uno spazio virtuale quasi onirico. Ma non è una fuga dal reale. Tutt’altro. Waters è il più attuale degli artisti. Ti getta addosso con lacerante lucidità tutta la crudezza dei contrasti sociali che viviamo, il razzismo strisciante o frusciante (di denaro), la barbarie politica, le sortite guerrafondaie di Trump, il cui volto è stampato anche sul gigantesco maiale-drone che sorvola il pubblico.

Insomma, per quello che già si è visto al chiuso dei palasport, il concerto dell’11 luglio al Lucca Summer festival, con uno show dilatato nello spazio sottto le storiche Mura urbane, sarà qualcosa di epocale. Di imperdibile. E Roger Waters, da buon «maniaco» perfezionista, sta già preparando tutto nei dettagli.
«E’ entusiasta degli show di Milano e Bologna – sottolinea Mimmo D’Alessandro – ma pensa già a quelli dell’estate e in primis a Lucca. Ci siamo visti anche a pranzo domenica a Bologna e abbiamo parlato a lungo della location delle Mura urbane. Qualcosa di particolarmente suggestivo anche per uno come Waters, che ha visto di tutto nella sua carriera. Ma l’idea di suonare qui a Lucca i pezzi di The Wall lo affascina. Ci tiene molto a questo evento. Del resto ci avevamo lavorato molto qualche anno fa, quando sembrava che potesse decollare il maxi show sugli spalti per i 500 anni delle Mura. Lui è stato qui nel 2006 e ricorda bene Lucca».
«La produzione che porterà al Summer festival è assai più spettacolare di quella dei palazzetti – sottolinea D’Alessandro – e Waters curerà personalmente tutto. Ha detto che verrà almeno un paio di giorni prima del concerto per verificare che tutto sia come vuole lui. A cominciare dall’allestimento della maxi scenografica che avrà due mega schermi di oltre 70 metri complessivi ai lati del palco al Balilla. E’ la produzione del Desert Trip, che sbarcherà con più di 30 tir».
«A Lucca - conclude D'Alessandro - sceglieremo anche ragazzi di scuole di musica e ballo, proprio per andare con lui sul palco a esibirsi durante ‘Another brick in the wall’. Insomma, ci prepariamo a un evento storico. La capienza sarà di 35mila persone e la situazione sarà più confortevole rispetto agli Stones. La prevendita sta andando bene e adesso ci aspettiamo un’impennata. Anche perché sarà difficile rivedere una roba di questo genere». Impossibile, crediamo.