Quel sacrificio dell’elicotterista morto nel lago di Vagli nel 1983

Vasco Lazzerini precipitò 40 anni fa. Il ricordo dell’ex prefetto Tronca

Quel sacrificio dell’elicotterista morto nel lago di Vagli nel 1983
Quel sacrificio dell’elicotterista morto nel lago di Vagli nel 1983

(segue dalla prima)

Mentre prelevava acqua nel lago di Vagli, l’elicottero che pilotava precipitò nel lago. Dopo lunghe e complicate ricerche il corpo di Vasco Lazzerini (nella foto) venne recuperato 33 giorni dopo l’incidente, imprigionato in una delle abitazioni del paese sommerso dall’acqua del lago. La tragedia del 1983 seguiva di pochi mesi allo svuotamento della diga che, nell’estate 1983, richiamò a Vagli centinaia di migliaia di persone per visitare il paese sommerso di Fabbriche di Careggine.

Oggi sulla diga di Vagli ci sono due targhe che ricordano l’eroico elicotterista. Una porta la firma dell’ex prefetto di Lucca Francesco Paolo Tronca a cui abbiamo chiesto un ricordo di quello che fu un suo amico d’infanzia.

"Avevo conosciuto Vasco Lazzarini ai tempi del liceo quando abitavo a Sansepolcro. Ogni estate – ricorda Francesco Paolo Tronca – andavo a Sestino perché il mio compagno di banco era figlio dell’allora sindaco di quel comune. Nel paese i ragazzi della nostra età si trovavano insieme ogni giorno e ogni sera dell’estate. Vasco era più grande di noi, era già in aeronautica e quando era con noi ci affascinava con i suoi racconti, per la sua serietà e l’entusiasmo che metteva in tutto quello che faceva, sempre nell’interesse pubblico. Posso dire di aver assimilato da lui, da quella sua figura così seria, autorevole e sempre dedicata agli altri i valori che poi mi hanno portato a ricoprire molti ruoli, compreso quello di prefetto di Lucca nel 2003-2008 e successivamente Capo del Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile presso il Ministero dell’Interno dal 2008 al 2013"

Nella sua veste di prefetto un giorno andò a Vagli Sotto e visitando la diga scoprì dove era morto il suo amico Vasco Lazzarini. Così decise, d’accordo con i sindaci di Vagli e di Sestino, di far collocare una targa che è presente sulla diga.

"Come prefetto – prosegue Francesco Paolo Tronca – mi sono sentito la responsabilità di fare qualcosa a nome di tutti i lucchesi per rendere onore a questo grande uomo. Da prefetto avevo imparato cos’era la protezione civile, e a Vagli ho capito il senso di questo sacrificio di Vasco Lazzarini. Mai avrei immaginato che la vita mi avrebbe portato a diventare Capo del dipartimento dei Vigili del fuoco. Ricordo che andavo spesso sugli elicotteri dei Vigili del fuoco e in quella veste vissi un’altra tragedia di un elicottero dei Vigili del fuoco che cadde nel lago di Bracciano provocando la morte dell’elicotterista. Sono tornato più volte in Garfagnana anche dopo il forte terremoto del giugno 2013 e sono tornato a Vagli in forma non ufficiale, con i Vigili del fuoco a portare dei fiori alla targa che ricorda Vasco, amico d’infanzia ma anche simbolo per tutti noi e per me in particolare".

Paolo Mandoli