
Ci contano persino le pillole anti depressive che consumiamo a testa, sono 39
Si vive meglio a Bergamo. Ma sul podio della tradizionale classifica della qualità della vita del Sole 24 Ore ci sono anche Trento, seconda, e Bolzano, terza. Per la nostra provincia invece la vetta è più lontana di cinque posizioni rispetto allo scorso anno, una caduta che ci posiziona 68esimi dopo Siena (che scala 15 posizioni ed è quindicesima), addirittura dopo Prato (31esima), Pisa (34esima con uno scivolone di 13 posizioni verso il basso), Firenze (36esima con un tonfo secco di 30 posizioni), Arezzo (41esimo, più quattro posizioni). Peggio di noi, in Toscana, soltanto Massa Carrara, 70esima dopo aver riconquistato due posizioni.
Ci si consola, se possibile, con Crotone, Napoli e Reggio Calabria, ultimissima. La nostra performance migliore è quella dei reati legati agli stupefacenti (spaccio, produzione) che ci porta vicini all’apice con un ottimo quarto posto. La nostra performance peggiore invece, e purtroppo non è una novità, è quella legata al consumo dei farmaci depressivi, come pillole procapite (39): siamo 107esimi. Focalizzandosi sull’età va meglio ai bambini (43esimi in classifica), meno bene ai giovani (62esimi), peggio che mai agli anziani (107esimi). Giustizia e sicurezza non presentano particolari criticità (risalite ben 20 posizioni fino alla 58esima), migliorano ambiente e servizi (76esimi ma abbiamo riguadagnato 16 posizioni). Si perde quota in affari e lavoro (giù di 27 posizioni fino al 96esimo posto), ricchezza e consumi (58esimi, meno 16 posizioni rispetto allo scorso anno), demografia e società (84esimi, meno otto), e cultura e tempo libero (45esimi, giù di 25 posizioni).
Laura Sartini