Il supermercato Conad a S.Alessio preso di mira dal rapinatore-poliziotto: un episodio davvero rocambolesco (foto Alcide)
Il supermercato Conad a S.Alessio preso di mira dal rapinatore-poliziotto: un episodio davvero rocambolesco (foto Alcide)

Lucca, 30 settembre 2015 -  ORE 19.57 di martedì. A tre minuti dalla chiusura entra nel supermercato Conad di S. Alessio, passamontagna calato, e dallo zaino azzurro estrae la pistola. Non fa altro che ripetere, come un mantra, «state fermi». Non è un malvivente, almeno non uno usuale. Ma il protagonista di un caso divenuto nazionale in poche ore: si tratta del poliziotto della Digos sezione anticrimine di Pisa, Daniele Lama Trubiano. Lucchese, 50 anni ha abitato diversi anni a S. Angelo in Campo prima di trasferirsi a Pisa per il suo lavoro di poliziotto. La pistola è vera, la sua di ordinanza. Simone Giusti di Marlia, cassiere Conad di appena 25 anni, si trova la canna dell’arma puntata verso la fronte.

IL GELO. Attimi di puro terrore. Come un automa consegna l’incasso, quasi 4mila euro. Uno choc che non gli dà pace, neppure per trovare sonno la notte successiva. Pallido e provato, è però al suo posto il giorno successivo. «Sono rimasto come paralizzato - dice -, la mente vuota, solo la consapevolezza che avrei potuto morire in un attimo. Non si può capire se non ci si trova, un incubo che mi ha lasciato riposare solo un’ora stanotte». Accanto a lui c’è l’altro cassiere, Simone Giusti di S. Cassiano a Vico. Tra i clienti, in quel momento anche il ghanese Collins, che di solito sta fuori dal supermercato in attesa di qualcuno generoso di mance. Il magazziniere Stefano Tolaini, di S. Filippo, realizza cosa sta avvenendo. E dà il via all’azione. «Ho agito d’istinto, senza ragionare - dice -. Quando ho visto che il malvivente scappava ho fatto per inseguirlo. Lui si è girato e mi ha puntato la pistola. Allora mi sono fermato anch’io. Nessuno sparo. Lui riprende la fuga e io lo inseguo più determinato urlandogli che tanto lo sapevo che aveva una pistola finta. Poi, maledette sigarette, il fiato mi viene a mancare».

MA A QUEL punto il ghanese Collins e l’altro cassiere, Simone Romani, raccolgono il testimone. Si lanciano all’inseguimento del poliziotto-rapinatore, un ciclista si mette di traverso e ne ostacola la fuga, tutti e tre in un lampo gli sono sopra. «E’ avvenuto tutto in 5 minuti - dice Romani -, anche se è sembrato un tempo infinito. Una reazione di rabbia e paura, solo dopo ci siamo resi conto che poteva succederci qualcosa di grave. L’uomo a terra non parlava, non era nemmeno violento, cercava solo la pistola e di fuggire». Qualcosa di grave, sì. Anche perchè nel parcheggio il proprietario del supermercato Conad Pier Luigi Tambellini trova addirittura 4 bossoli di cartuccia. «E’ stato un gesto eroico quello dei miei dipendenti e di Collins, anche se sicuramente un pò avventato, visto e considerato che l’assicurazione mi avrebbe comunque risarcito del maltolto - dice - . Lo hanno inseguito, braccato. E quella pistola non era assolutamento un giocattolo, lo dimostrano i bossoli lasciati per terra quando ha ‘caricato’. Un gesto di grande generosità, quello dei miei dipendenti, che ha dimostrato attaccamento al lavoro e anche per la nostra famiglia. Non posso che riconoscergli il giusto premio in busta paga, e un premio speciale anche a Collins».

E’ PROPRIO lui, ghanese aspirante elettricista, che ci mostra il permesso di soggiorno scaduto da pochi giorni e prorogato ancora per qualche settimana. «Chiedo solo di poter stare qui per poter finire il corso di elettricista, nell’ottobre del prossimo anno, e iniziare a lavorare - racconta -. Questo per me sarebbe il premio più bello». Ieri pomeriggio la pagina Facebook dove Daniele Trubiano quasi giornalmente raccontava di sé, tra le righe anche del dolore per la perdita, anni fa, del fratello, e della sua voglia di emergere come scrittore, oltre che del duro lavoro del poliziotto (“fa che la gente che ti saluta un giorno prima della pensione ti saluti anche il giorno dopo”, era una delle sue citazioni preferite), si è volatizzata, come i suoi sogni.

Laura Sartini