L’arcivescovo Paolo Giulietti durante la benedizione alla Motomessa
L’arcivescovo Paolo Giulietti durante la benedizione alla Motomessa

Castiglione di Garfagnana (Lucca), 29 giugno 2020 - In attesa di quella che si preannuncia come una grande edizione commemorativa per i 25 anni dalla nascita della Motomessa, appuntamento fissato per il 2021, a San Pellegrino in Alpe, nel comune di Castiglione di Garfagnana, ieri si è svolto il consueto ormai storico ritrovo di moto, in un clima davvero molto particolare.
La cerimonia è stata, infatti, contrassegnata dal rispetto delle norme nazionali ancora in vigore per il contenimento della pandemia da Covid-19, che hanno reso impossibile la ressa di motociclisti e mezzi vista negli anni passati. Niente benedizione collettiva, dunque, passando tra schiere nutrite di motociclisti in attesa lungo la piazza di San Pellegrino, ma per l’arcivescovo, Paolo Giulietti un passaggio simbolico alla fine della celebrazione con una sola moto destinataria della consacrazione rituale. Una per tutte, nello spirito originale che aveva animato gli ideatori di questo evento annuale, partendo dal padre della Motomessa, Manlio Pesetti.
Questo il messaggio ben recepito dai presenti che hanno in modo disciplinato seguito le regole del distanziamento previsto dagli accordi tra l’amministrazione di Castiglione di Garfagnana, organizzatori e autorità competenti.
Tradizionale, invece, lo svolgimento della cerimonia religiosa come al solito di fronte al Santuario di San Pellegrino e San Bianco, nell’area contraddistinta dalla sacra Croce di legno. La messa è stata officiata dal vescovo Paolo Giulietti, con il parroco di San Pellegrino, Don Fulvio Calloni. Insieme a loro, l’immancabile don Silvio Righi, amato da tutti gli appassionati delle due ruote e meglio conosciuto come il "prete motociclista".
Posti limitati e da prenotare in anticipo sul sito della diocesi di Lucca, controllo ai varchi di accesso, a cura dei volontari del Centro di coordinamento "Cb Garfagnana", niente raduno e sfilata, ma ugualmente grande emozione, vissuta nel segno della continuità, in attesa di un prossimo futuro che possa riportare a vivere appieno la semplice normalità.
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