Requiem per la Montagnola. Clara Mei e gli abitanti di San Concordio, con l’ulteriore disboscamento avvenuto ieri mattina, mestamente danno questo addio al parco, ultimo polmone di un quartiere iper urbanizzato. “Sono 41 gli alberi complessivamente abbattuti tra piazzale Aldo Moro e il Parco della Montagnola – dice Clara Mei mentre la motosega non smette di funzionare, tra striscioni e polizia e vigili urbani chiamati a ’presidiare’ –. Che il Comune venga a dire che alla fine, comprese tutte le altre...

Requiem per la Montagnola. Clara Mei e gli abitanti di San Concordio, con l’ulteriore disboscamento avvenuto ieri mattina, mestamente danno questo addio al parco, ultimo polmone di un quartiere iper urbanizzato.

“Sono 41 gli alberi complessivamente abbattuti tra piazzale Aldo Moro e il Parco della Montagnola – dice Clara Mei mentre la motosega non smette di funzionare, tra striscioni e polizia e vigili urbani chiamati a ’presidiare’ –. Che il Comune venga a dire che alla fine, comprese tutte le altre aree di S.Concordio, ne saranno piantati, forse, 180 è uno spot pubblicitario poco onorevole e dietro al quale forse cerca di occultare i fatti drammatici di oggi. Fossero anche 300 o 1000, non potrebbero rimpiazzare la unicità di un giardino botanico impiantato 40 anni fa che rappresentava un tassello importante della storia di questo quartiere. E’ oggi un giorno di lutto per il quartiere di S.Concordio: abbiamo assistito alla perdita irreversibile di un patrimonio naturale unico e difficilmente ripetibile, fatta dal Comune di Lucca con il denaro pubblico e con tanta prepotenza, barando sulla partecipazione e ignorando petizioni, interrogazioni e mozioni“. Interviene sul posto anche la biologa Arianna Chines, che con il Comune ha collaborato per diversi progetti. Ma non per questo dei Quartieri Social a San Concordio: “Il Comune mi ha chiesto di collaborare per trovare soluzioni che potessero lenire il danno – dice la professionista –. Il punto è che niente può davvero sostituire questo bosco che oggi viene abbattuto, dunque ho rifiutato l’incarico“.

Paola Ristori: “Sono un’insegnante, abitavo qua da giovane. Ho avuto varie lavate di capo per ciò che dico, ma quello che sta succedendo qui oggi non si può vedere, non ci può lasciare inermi o silenziosi“. Paolo Iacopi: “Hanno tagliato 3 cedri del libano, poi 10 a fine giugno nel parco delle scuole per fare spazio alla Galleria Coperta dei Quartieri Social, che non serve a niente e a nessuno. Stanno tagliando altre 30 piante, alcune nemmeno segnate, per far spazio alla grande tettoia per eventi. Uno scempio“. Daria Ulivi: “La cosa che fa più rabbia è che sono stati sordi agli appelli, alla raccolta cartacea di firme, 1.300, agli esposti. E in più hannno cercato di far credere alla città che era quello che volevamo, mentre hanno disatteso tutto quello che chiedevamo, tagliando anche il giardino della scuola. Una prepotenza“. La sintesi a Massimilliano Demi, è dottore forestale: “La maggior parte di queste piante sono sane. Piange il cuore dover assistere a tutto questo“.

Laura Sartini