Recupero della ex Manifattura, la parola adesso va alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca nelle vesti di principale motore del progetto di rigenerazione urbana degli edifici concepito assieme a Coima Sgr e dal quale potranno nascere spazi destinati a uffici, appartamenti e attività commerciali e artigianali, con il recupero di quasi 30mila metri quadrati fra superfici chiuse, aree pedonali - coperte e scoperte – e con la dotazione di importanti servizi e infrastrutture, tra cui un sistema diffuso di parcheggi con 425 posti auto pubblici. L’ente di San Micheletto interviene così nel dibattito andato avanti in questi mesi con due prese di posizione: un comunicato ufficiale diffuso a tutti gli...

Recupero della ex Manifattura, la parola adesso va alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca nelle vesti di principale motore del progetto di rigenerazione urbana degli edifici concepito assieme a Coima Sgr e dal quale potranno nascere spazi destinati a uffici, appartamenti e attività commerciali e artigianali, con il recupero di quasi 30mila metri quadrati fra superfici chiuse, aree pedonali - coperte e scoperte – e con la dotazione di importanti servizi e infrastrutture, tra cui un sistema diffuso di parcheggi con 425 posti auto pubblici.

L’ente di San Micheletto interviene così nel dibattito andato avanti in questi mesi con due prese di posizione: un comunicato ufficiale diffuso a tutti gli organi di informazione e un’intervista del presidente, Marcello Bertocchini, in esclusiva a La Nazione.

La Fondazione ha sempre taciuto dopo la presentazione, a febbraio, del progetto di riqualificazione e valorizzazione dell’area dell’ex Manifattura esclusa dal programma Piuss. Mentre Bertocchini nei giorni scorsi, durante l’assemblea dei soci dell’ente di San Micheletto, ha ricordato e ripetuto i capisaldi della grande operazione che la Fondazione intende realizzare attraverso Coima sgr. “Una partnership – sottolinea oggi Bertocchini - che rappresenta una vera e propria garanzia, in aggiunta alla credibilità che mi auguro si voglia riconoscere alla Fondazione, per tutto quello che ha fatto in questi anni per il territorio e nell’interesse dell’intera comunità provinciale: enti pubblici, volontariato, enti sanitari e assistenziali, mondo della scuola, della cultura, dello sport e del terzo settore”.

Il progetto nasce nel medesimo contesto che ha portato Coima a concepire la riqualificazione di Porta Nuova a Milano, uno dei più prestigiosi piani di riqualificazione urbana d’Europa, e punta un’identità di appartenenza, generare un senso di “luogo” integrato con il territorio in modo sano, green e sostenibile.

Né Fondazione né Bertocchini si sottraggono al tema di cui in queste settimane si è più insistentemente parlato: il Baluardo di San Paolino. Secondo la proposta di Project Financing presentata da Coima, l’obiettivo, così come si evince dal progetto, è di integrare il Baluardo con il resto della Manifattura e di aprire alla città i nuovi spazi recuperati, in particolare attraverso il Baluardo ed un nuovo passaggio di collegamento con le mura in prossimità della casermetta, per comporre un sistema di aree pedonali aperte al pubblico, continue e permeabili.

Il progetto, inoltre, prevede la sistemazione del verde esistente, con l’ampliamento del sistema di ombreggiatura e l’integrazione di nuove aree fruibili dalla cittadinanza quali - a titolo di esempio - l’inserimento di nuove sedute, un’area attrezzata per lo sport e la cultura, un punto di ristoro e piccoli servizi per incentivare la sosta. Il gestore inoltre assume l’obbligo di manutenzione e cura delle aree pubbliche oggetto di concessione.

L’obiettivo è quello di rendere San Paolino ancor più attrattivo e farlo diventare una “destinazione” nel consueto percorso lungo le Mura. A questo scopo, attraverso un’apposita concessione, la Fondazione si propone di organizzare numerose attività ed eventi di carattere culturale, musicale, sportivo e sociale. Il tutto, secondo le linee indicate dalle pratiche migliori applicate nel mondo per la gestione de parchi cittadini.

Anche questo, nello spirito della piena ‘restituzione’ alla città, di un bene che è e resterà della comunità lucchese, la quale potrà fruire della mura come è sempre accaduto.