“Le pellacce“. Un nuovo sonetto di Alessandro Meschi

Un uomo descrive una donna anziana, con trucco pesante e pelle segnata, che cerca di attirare l'attenzione degli uomini per guadagnare qualche soldo. Nonostante l'età, si comporta con sicurezza e si fa pagare per i suoi servizi.

LE PELLACCE

Col fondo tinta messo a spatolate,

la trovo spesso dal mi’ tabacchino;

le labbra belle languide e truccate,

l’occhioni rifiniti, è ‘n figurino.

Le gote a malapena rosseggiate

col farde a coloranni vel visino;

insomma, lì per lì la mangi a occhiate,

ma a scende vedi ‘l gozzo del tacchino.

Alla’ l’anquadri méglio: sessantanni,

tenuta propio bene, gogio a parte,

che s’agita e comincia a dondolanni

vando sta lì a gratta’, messa ‘n disparte.

S’accorge ch’io son lì, fermo a guardanni,

e stira le pellacce propio ad arte,

alzando ‘l viso fresco e senza danni.

Po’ vince dieci euro e riparte;

a testa alta, co’ffinti quarantanni.