Lucca, 10 aprile 2018 - Knok out al primo round, stavolta, ci andrà il tentativo di violenza nei confronti delle donne. Che, forse non solo in senso metaforico, si apprestano a indossare i guantoni, rispondendo per le rime a chi tenta l’offesa fisica, e mettendo letteralmente a tappeto le proprie paure. Il corso di autodifesa «rosa» nato da un’iniziativa della Pugilistica Lucchese, il Centro Libertas di Lucca e il Comune di Capannori, è un’idea originale e un pizzico provocatoria. Ma piace tanto, tantissimo. Sui social sono tante le signore più e meno giovani che in questi giorni si sono fatte avanti per avere più informazioni e che stasera alle 21 si presenteranno al primo appuntamento con il corso gratuito di «difesa in rosa « alla palestra della scuola media di Camigliano.
 
«L’idea è nata dalla Pugilistica Lucchese, in particolare da Maurizio Barsotti, detto anche ‘Enci’ per quante ne sa in materia di pugilistica, come una vera e propria enciclopedia vivente, e Giulio Monselesan che ha messo anima e cuore in questa iniziativa – spiega Renzo Marcinnò presidente del Centro provinciale Libertas -. Le signore scopriranno che la boxe è una disciplina che dà sicurezza, insegna le tecniche efficaci anche semplicemente per tenere a distanza un malintenzionato. Come Libertas siamo sempre stati sensibili e disponibili di fronte a iniziative che toccano il disagio e le esigenze sociali più sentite, e quindi abbiamo accolto con grande piacere il progetto che si estenderà presto anche alla città». A partire da questa sera i tecnici della Pugilistica Lucchese a rotazione cercheranno di dare un piccolo ma concreto contributo ad uno dei peggiori mali che affliggono la nostra società ovvero la violenza contro il sesso femminile, un tema di pressante attualità. «Il pugilato infonde coraggio anche alle donne – spiegano gli organizzatori – e insegna a reagire. Può essere veicolo di motivazioni con l’apprendimento di tecniche che possono essere concreto aiuto contro la violenza di genere e lo stalking, in questo caso avvalendosi dell’esperienza maturata dai tecnici federali Giulio Monselesan, Massimo Giuliano e Orlando Giorgi»