E’ un’idea che racchiude in sé un messaggio che guarda il futuro del nostro Pianeta. Un gesto che arriva da chi si occupa di accompagnare per l’ultimo viaggio chi è venuto a mancare. Nasce così l’intuizione delle “Onoranze Funebri Bullentini” di viale Castracani, di proporre attraverso il progetto “La foresta del ricordo”, l’omaggio ai clienti donando loro un albero da piantare. Un modo come un altro, anche se si colloca in un’occasione decisamente triste, di contribuire attraverso questo gesto alla riforestazione.
Il progetto, che vede la collaborazione con “Treedom”, colloca le Onoranze funebri Bullentini quale prima impresa del settore a guardare al Pianeta in termini di rigenerazione. Si legge nella nota diffusa da Dennis Bullentini, titolare dell’impresa: "Da oggi omaggeremo ogni nostro cliente con un albero commemorativo da piantare nella Foresta del ricordo, un luogo in cui la memoria dei vostri cari continuerà a vivere attraverso gli alberi, simboli di rinascita e custodi di speranza".
Un segno tangibile, insomma, che innesta il contributo a sostegno del Pianeta con l’aspetto commemorativo di chi è venuto a mancare: un simbolo di rinascita, appunto, di una vita che in altro modo e attraverso altre forme, continua a essere contributo alla terra, dunque all’origine.
Prosegue Bullentini: "Mentre Treedom si occuperà di seminare e far crescere il vostro albero, voi potrete vivere l’evoluzione di quest’ultimo e del progetto al quale state contribuendo, e tutto ciò senza alcun onere".
L’impresa ha deciso, per questo progetto originale, di utilizzare solo alberi che producono frutti e in questo modo, sottolinea Bullentini, "diamo anche lavoro alle comunità locali che potranno assicurarsi l’auto sostentamento, avere una fonte di reddito e avviare piccole, medie e grandi imprese con la speranza che ciò renda libere le popolazioni africane". Gli alberi, infatti, saranno prevalentemente da frutto, quali gli agrumi in Kenya e in Tanzania, cacao e caffè in Ecuador e Colombia.
Nell’idea di Bullentini, trova spazio anche l’aspetto etico. Una sorta di “risarcimento”, in termini di piantumazione di alberi, alla luce della forestazione necessaria per la costruzione delle bare: "Soltanto ogni anno in Italia – fa sapere Bullentini – per questo scopo vengono rasi al suolo 50 chilometri quadrati di alberi ad alto fusto e spesso di essenza pregiata; da qui, l’ulteriore nostro contributo per ridurre l’impatto ambientale, andando a creare nuove piantagioni e omaggiare una persona cara che non c’è più".
Il progetto è dunque ambizioso e generoso, secondo molti aspetti; ma l’obiettivo è importante: è uno di quelli che vuole stimolare la riflessione sulle sorti del nostro Pianeta, sul futuro. Ed è per questo che Dennis Bullentini che parla di "oltre 100 persone che hanno già deciso di aderire alla “Foresta Bullentini”, auspica "che tanti altri nostri colleghi si uniscano".
Maurizio Guccione