Polizia
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Lucca, 14 agosto 2018 - Quando si è trovato di fronte gli agenti, ha perso la testa. Prima sono partiti gli urli, poi le minacce. E alla fine il raptus di violenza è diventato inarrestabile, sfociando nelle botte vere e proprie. A farne le spese due agenti di polizia che sono finiti all’ospedale con 5 e 7 giorni di prognosi, dopo essersi beccati calci e spintoni nel tentativo di far calmare un uomo. Per capire cosa è successo si deve riavvolgere il nastro alla mattina di venerdì scorso a Camigliano. E’ qui che una donna, dopo aver trovato il coraggio di denunciare le violenze e i maltrattamenti subiti dal compagno, un 50enne residente nella Piana, è stata accompagnata a casa dell’uomo dalla polizia. Il motivo: prendere le sue cose e trasferirsi lontano da quell’uomo, da lei giudicato troppo violento. Ma, vista la pericolosità, gli uomini della questura, hanno scelto di accompagnarla fin dentro l’abiazione. L’uomo, purtroppo, in quel momento si trovava dentro. 

I due poliziotti, hanno così tentato di identificarlo chiedendogli i documenti, mentre la donna preparava la valigia. Ma il 50enne, già con precedenti penali alle spalle, avrebbe scoperto proprio in quel momento che la sua compagna si era rivolta alla polizia per denunciare le violenze e chiedere aiuto. E lì è scattata la rabbia, poi trasformata in violenza vera e propria. Che si è rovesciata sugli agenti. Il 50enne prima ha tentato di farli uscire di casa urlando. Poi, dopo che il tentativo è andato a vuoto, si è scagliato su di loro. I due poliziotti hanno cercato di calmarlo e nella zuffa si sono procurati ferite guaribili con 5 e 7 giorni di prognosi. 

La posizione del 50enne invece, dopo l’episodio di venerdì, si è aggravata ancora di più. L’uomo infatti, già indagato per maltrattamenti verso la compagna, adesso, dopo l’episodio di venerdì dovrà rispondere di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il gip del tribunale di Lucca, ha convalidato l’arresto in carcere.