Industriali, luci e ombre. L’export in frenata e il calo dei consumi ”Ma il comparto è forte“

Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord, illustra il non semplice momento che sta attraversando il cartario lucchese .

Industriali, luci e ombre. L’export in frenata e il calo dei consumi ”Ma il comparto è forte“
Industriali, luci e ombre. L’export in frenata e il calo dei consumi ”Ma il comparto è forte“

La contrazione dell’export nel settore manifatturiero non stupisce gli industriali. Ma il dato di tendenza, com’è ovvio, è comunque all’attenzione della categoria.

"Appare evidente – afferma – che i settori industriali risentono della contrazione dei consumi; rassicura il fatto che già pochi anni fa, in occasione dell’epidemia del Covid, gli industriali si sono trovati a far fronte a una situazione grave, dove le preoccupazioni per il futuro certo mon mancavano; abbiamo visto – prosegue il numero due di Confindustria – che la ripresa dei consumi c’è stata".

La contrazione si evidenzia a livello nazionale, semmai con dati migliori nell’area lucchese ma pur sempre sottolinea una sofferenza, al momento gestibile.

"Siamo ancora davanti a uno scenario di forte proccupazione – va avanti Pieretti – che ci vede impegnati in uno scenario geopolitico, da due forti conflitti, qullo tra Russia e Ucraiana e il più recente tra Israele e Palestina; vivere questa situazione certo non aiuta, così come non restituisce piena serenità il costo del denaro: al di là di quello che ascoltiamo alla Tv o leggiamo sui giornali, la situazione non appare così scontata quando ci rivolgiamo a uno sportello bancario".

Le prospettive degli industriali per i comparti tipici della lucchesia, non fanno vedere nuvole all’orizzonte: semmai una qualche preoccupazione, nonostante tutto letta con ottimismo. "Le aziende lucchesi – conferma Tiziano Pieretti – hanno dimostrato di essere sane e lungimiranti; i nostri iscritti ci raccontano una storia che deve essere letta come buon auspicio, ovverosia che di crisi ne hanno incontrate tante e la capacità di reagire è sempre stata volta al positivo; diciamo che la situazione è complessa ma certamente al momento non allarmante".

Pieretti, per rimanere sull’aspetto pragmatico e forte di analisi pregresse, confida "nella ripresa dei consumi che, già altre volte, ha caratterizzato i mesi di gennaio e febbraio come periodi di rilancio".

Un altro aspetto che conta – e che conterà sempre più – è quello lagato al costo dell’energia. In un territorio – la lucchesia – caratterizzato dalla presenza dell’industria cartaria che risulta fortemente energivora, la questione dell’energia non può che fare riflettere.

"Il ricorso alle energie rinnovabili che andranno a soppiantare quelle fossili – dichiara il vicepresidente – andrà governato con attenzione; di certo sappiamo che il solo fotovoltaico non potrà bastare a garantire la produzione; abbiamo davanti scelte e opportunità che, tenenedo conto che siamo passati dal mercato tutelato a quello libero, avranno bisogno di analisi attente perché avremo, in nostro possesso, diversi strumenti per trarre da essi migliori benefici; dovremo imparare, anzi, reimparare a ragionare in tal senso perché il cambiamento sia governato attentamente".

E sullo spettro che da un crisi globale, l’industria, anche quella lucchese, possa essere allettata dalla delocalizzazione, Pieretti non ha dubbi: "Nonostante tutto, il modello industriale italiano è riuscito a mantenere le aziende in Italia: dobbiamo fare di tutto perché continuino ad operare qui, ma anche su questo sono ottimista".

Maurizio Guccione