I trattori ‘lucchesi‘ a Bruxelles. Menesini porta la protesta alla Ue

Il presidente della Provincia: “L’agricoltura è un bene prezioso dal punto di vista culturale, sociale e economico. Ci aspettiamo protezione e che il tema ritorni centrale anche in un’ottica di sviluppo del mestiere“.

I trattori ‘lucchesi‘ a Bruxelles. Menesini porta la protesta alla Ue
I trattori ‘lucchesi‘ a Bruxelles. Menesini porta la protesta alla Ue

La protesta viaggia sul trattore. E’ “ingombrante“, si fa sentire, senza bandiere, vuole solo fermare le leggi dell’Unione Europea che penalizzerebbero le nostre campagne e, quindi, la nostra tavola. Gli agricoltori, in questi giorni a Navacchio dopo la tappa lucchese, cercano solidarietà con il consumatore.

“Siamo dalla stessa parte – dicono – Al momento anche a Lucca non siamo stati ricevuti nei... palazzi, ma è chiaro che le nostre istanze sono rivolte a chi è più in alto“.

Il comitato ‘Riscatto Agricolo’ ieri è tornato a far senire la sua voce: “Abbiamo chiesto al Ministro Lollobrigida, un vertice Governo-Commissione Europea urgente. Stiamo affrontando con grande attenzione e consapevolezza le numerose manifestazioni spontanee degli agricoltori dei Comitati liberi in tutta Italia, il coordinamento Riscatto Agricolo sostiene le richieste e condivide la necessità di accelerare i tempi. Per questo motivo serve un vertice del Governo con i ministri interessati, tra cui ovviamente il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Lollobrigida“.

Un monito chiaro e forte che in queste ore ha raggiunto Bruxelles grazie al presidente della provincia, Luca Menesini, vicepresidente per l’Italia del Comitato delle Regioni a Bruxelles.

“Sono a Bruxelles per il Comitato delle Regioni e ne ho approfittato per portare qui la protesta dei nostri agricoltori – dice Menesini – La Toscana è terra di agricoltura, e l’agricoltura è un bene prezioso dal punto di vista culturale, sociale ed economico. Ho detto esplicitamente che ci aspettiamo protezione, cioè che il tema dell’agricoltura torni centrale per l’Europa in un’ottica di sviluppo, di mestiere da cui trarre reddito e appetibile per le nuove generazioni“.

“L’Unione europea – sottolinea Menesini – mette a disposizione 60 miliardi di euro l’anno per la politica agricola comune, è una cifra importante, ed è importante che la strategia sia aggiornata e condivisa. C’è bisogno di risposte ed io ho tutta l’intenzione di portarle a casa“. E’ quello che gli agricoltori attendono. Protestano anche per l’eliminazione dell’obbligo a non coltivare il 4% dei terreni, la necessità di riprogrammare il Green Deal e per impedire l’importazione di prodotti agricoli da paesi con regolamenti divergenti“.

L.S