
Valeria Coli da Castelnuovo vince il Premio Portfolio Lodi con il progetto "Lieve", che sfida gli stereotipi sulle persone con sindrome di Down.
La castelnuovese Valeria Coli, con il progetto "Lieve", ha vinto il 15° Premio Portfolio Lodi, penultima tappa di Portfolio Italia gran Premio Fowa, nell’ambito del Festival della Fotografia Etica di Lodi. In seguito a questa affermazione parteciperà alla finale che si terrà a Bibbiena di Arezzo il 30 novembre prossimo e il progetto verrà esposto insieme agli altri finalisti in una mostra nazionale presso il Cifa, Centro italiano per la fotografia di autore, di Bibbiena.
Valeria Coli, laureata in architettura, vive e lavora a Castelnuovo. Fotografa professionista da più di 15 anni, si occupa di ritrattistica,cerimonie matrimoniali ed eventi in generale.
In parallelo porta avanti progetti personali, di fotografia d’autore come "Lieve". In cosa consiste il progetto "Lieve" molto apprezzato da una commissione nazionale?
"Ognuno - spiega Valeria Coli- è uguale solo a sé stesso. Il progetto mira a favorire il dibattito sugli stereotipi che coinvolgono le persone con malattie genetiche o mentali. La sindrome di Down è una nota condizione genetica, caratterizzata dalla trisomia del cromosoma 21 e rappresenta la causa più comune di disabilità intellettiva. Daniele è un ragazzo nato con sindrome di Down. Come tutti noi, anche lui ha i suoi alti e bassi, i suoi momenti di gioia e quelli di tensione".
"Lo stereotipo che lo vorrebbe sempre allegro, felice non esiste. Ogni persona con sindrome di Down è diversa dall’altra. Le uniche caratteristiche che hanno in comune sono un cromosoma in più rispetto agli altri, un deficit mentale e alcuni tratti somatici. Tutti cresciamo e diventiamo ciò che siamo grazie all’ambiente e al clima familiare, alle nostre attività, alla nostra qualità della vita. È da qui che sono partita. Dal contemplare ciò che mi sta attorno. Porto avanti questo lavoro con Daniele da 4 anni. È un progetto collaborativo, in cui anche lui si racconta attraverso una camera istantanea".
Dino Magistrelli