Fedato, atto III: "Sono al servizio della squadra"

A tu per tu con l’attaccante, soprannominato il “doge“ veneziano: per lui questa è la terza avventura con la maglia della Lucchese

Fedato, atto III: "Sono al servizio della squadra"

Fedato, atto III: "Sono al servizio della squadra"

E tre! Aveva 19 anni quando mise per la prima volta il piede sul prato del Porta Elisa. Veniva dall’Unione Venezia, società di serie D. Era l’agosto del 2011 quando Francesco Fedato, detto il “doge“ veneziano, oggi trentunenne, al termine della stagione fece un doppio “salto mortale“ passando al Bari in serie B. Da allora una lunga militanza tra i cadetti e la serie A, quindi sei anni di serie C, poi il suo primo ritorno in rossonero, nella stagione 2021-2022, infine, dopo la parentesi della scorsa stagione nella Vis Pesaro, di nuovo nella Lucchese. Come per dire che il “primo amore“ non si scorda mai.

"Quando c’è stata l’opportunità di tornare là dove tutto era cominciato - afferma Fedato - non ci ho pensato su due volte ed eccomi di nuovo a casa".

Che giudizio dà del suo inizio di stagione?

"Se ci soffermiamo solo a guardare il tabellino dei gol è ovvio che sono un po’ in ritardo rispetto alle ultime due stagioni, ma non è un problema, perché arriveranno anche i miei gol. Oggi lavoro molto per la squadra in un ruolo che mi piace, con il mister che mi stimola costantemente a mettere in pratica quello che so fare meglio, cioè partire largo per andare poi a dettare il passaggio per gli attaccanti o per cercare io stesso la via della rete".

Come giudica il girone di quest’anno?

"Molto tosto, ma senza una squadra che sia in grado veramente di prendere il largo, ci sono cinque-sei formazioni sullo stesso livello, che lotteranno fino alla fine. Penso che la Torres, piano piano, sarà ridimensionata. La squadra più completa è senza dubbio il Cesena".

Come giudica invece il cammino sin qui fatto dalla Lucchese?

"Senza dubbio molto buono, anche se quei due punti lasciati nel modo che tutti hanno visto a Ferrara, ci bruciano ancora. Siamo un bel gruppo, molto affiatato. Sappiamo che possiamo fare meglio, ma fino ad oggi abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela con tutti".

Nel posticipo la Vis Pesaro, la squadra con la quale lo scorso anno ha realizzato 8 gol, ha fermato il Pescara all’Adriatico. Il presidente abruzzese, al termine, ha usato un’espressione colorita per spiegare la mancata vittoria dei suoi, dicendo in sostanza che la Vis aveva piazzato un… pullman davanti alla propria porta.

"E’ ovvio che ognuno usa le “armi“ di cui dispone. Era abbastanza scontato che la Vis, in forte ritardo in classifica, disputasse quel tipo di partita. Ma noi domenica, giocando oltretutto in casa, useremo altre “armi“ per provare a mettere in difficoltà l‘avversario, che gioca un calcio decisamente offensivo, con quei giovani che corrono molto. A mio avviso sarà una gara da interpretare in un certo modo, ma a questo provvederà il mister. Il match è sicuramente stimolante, di quelli che piacciono anche ai tifosi, che sono certo saranno ancora più numerosi del solito e che ci daranno una grossa mano verso la conquista di un bel risultato".

Emiliano Pellegrini