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10 mag 2022

Elezioni, a Lucca otto candidati contro sette: quasi una replica del 2017

In cinque anni il quadro politico lucchese è cambiato poco o per niente, restando quasi immobile salvo piccoli assestamenti

10 mag 2022
fabrizio vincenti
Cronaca
Un’immagine di archivio di elezioni comunali
Un’immagine di archivio di elezioni comunali
Un’immagine di archivio di elezioni comunali
Un’immagine di archivio di elezioni comunali

Lucca, 11 maggio 2022 - Lucca laboratorio politico di rilevanza nazionale? Le prossime elezioni cittadine sembrerebbero smentire quello che per troppo tempo è stato, prima di tutto, una sorta di luogo comune. Se si guarda alle ultime elezioni comunali del 2017 il quadro pare è del tutto simile a quello che dovrebbe presentarsi ai nastri di partenza della ormai imminente campagna elettorale 2022 che salperà ufficialmente fra un paio di giorni dopo l’accettazione delle liste e dei candidati, il cui termine per la presentazione scade domani.

Otto candidati sindaco nel 2017 e, salvo sorprese della vera e propria ultima ora, sette anche nella tornata del giugno prossimo. Alessandro Tambellini, Remo Santini, Fabio Barsanti, Massimiliano Bindocci, Donatella Buonriposi, Matteo Garzella, Marinella Manfrotto e Ilaria Quilici si sfidarono cinque anni fa; oggi saranno invece: Francesco Raspini, Mario Pardini, Fabio Barsanti, Alberto Veronesi, Elvio Cecchini, Aldo Gottardo e Andrea Colombini.

Ma a colpire è prima di tutto il sostanziale immobilismo del quadro politico salvo piccoli assestamenti. Per mesi sono stati ipotizzati stravolgimenti, che qualcuno temeva e altri auspicavano, del quadro politico locale. A partire da una conquistata centralità del terzo polo, letteralmente sbriciolatosi nel momento in cui Giorgio Del Ghingaro, dopo mesi di tira e molla, ha preferito rimanere a Viareggio.

Così come sono naufragati i tentativi di allargare il perimetro delle coalizioni principali (che non hanno assorbito gli scontenti delle rispettive aree) e l’ipotesi suggestiva di una grande coalizione che partisse dai partiti centristi di Italia Viva, Azione e +Europa e si estendesse al versante destro sino alla Lega con (presumibilmente) fuori Fratelli d’Italia. Prove di maggioranze alternative, in teorie guidate dallo stesso Pardini che per lungo tempo è stato proprio al tavolo del terzo polo, che non hanno retto alla realtà dei fatti e delle alleanze anche nazionali. Alle fine, lo schema tradizionale ha prevalso contro ogni previsione e Lucca pare aver mostrato una volta in più una prova del suo conservatorismo più che una reale propensione a fungere da laboratorio per nuove sintesi politiche.

Il centrosinistra, nelle sue varie declinazioni, presenta un candidato (da Tambellini a Raspini), così come il centrodestra, almeno nella sua forma partitica (da Santini a Pardini); come cinque anni fa due sono gli aspiranti sindaci di estrazione civica (da Buonriposi e Garzella a Veronesi e Cecchini). Alla sinistra, al posto di Manfrotto, ecco Gottardo a rappresentare le tante formazioni presenti in quell’area. Così come a destra, si conferma Barsanti che allarga, rispetto a cinque anni fa, il suo raggio d’azione inglobando gli scontenti del centrodestra classico e Italexit.

Come outsider, fuori dagli schemi politici classici, ecco Colombini che a differenza di Quilici gode però anche dell’appoggio di tre liste.

Infine, i Cinque stelle che, a differenza di cinque anni fa, non saranno presenti né con un proprio candidato né con una lista e il simbolo.

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