Capannori (Lucca), 27 luglio 2018 - Investire su processi di economia circolare può migliorare la qualità dell’ambiente: ne sono convinti i due terzi dei cittadini toscani. Il 60% immagina che possa contribuire anche alla nascita di nuovi posti di lavoro, all’insegna dello sviluppo sostenibile: sono alcuni dei dati che emergono da un’indagine condotta in Toscana dall’Istituto Demopolis, i cui risultati sono stati presentati, in occasione del lancio del progetto Action, dal direttore di Demopolis Pietro Vento al Parco Scientifico di Capannori, la città che per prima in Italia ha aderito alla strategia Rifiuti Zero.

Scheda Demopolis

“Ai toscani piace l’idea di un’economia in blu e in verde. L’attenzione in materia dell’opinione pubblica – spiega Pietro Vento – è particolarmente cresciuta negli ultimi anni, anche a causa di una maggiore preoccupazione avvertita nella regione sulla qualità dell’ambiente”.

Scheda Demopolis

Sono dati che confermano l’attualità e l’interesse strategico del progetto Action che, grazie al Programma Transfrontaliero Marittimo Interreg Italia-Francia, sosterrà la creazione di nuova occupazione nelle filiere del turismo e della nautica proprio nel segno dell’economia circolare in un territorio che si estende dalla Toscana alla Liguria e alla Sardegna, coinvolgendo anche sul versante francese Corsica, Var ed Alpi Marittime.

“La conversione della filiera turistica verso modelli di economia circolare – sostiene il sindaco di Capannori Luca Menesini – rappresenta una grande opportunità di crescita per tutta l’area territoriale interessata”.

Il Comune toscano guiderà un partenariato italo-francese che potrà contare sulle competenze di Navigo nel settore della nautica, sull’interfaccia di Confindustria CNS, di CNA Liguria, GIP Fipan, GiP Acor e sulle analisi dell’Istituto Demopolis che focalizzerà i fabbisogni di competenze e di nuove figure professionali delle imprese che operano nel settore del turismo sostenibile, al fine di identificare le opportunità di sviluppo e di futura occupazione. I giovani toscani appaiono in maggioranza poco informati sui percorsi formativi più coerenti con le nuove esigenze espresse dal mondo del lavoro.

“In una congiuntura economica che da tempo incide negativamente sulla domanda di lavoro – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – risulta particolarmente importante analizzare quali possano essere oggi i bacini occupazionali con migliori prospettive, quale il patrimonio di competenze e capacità richieste ai giovani per l’inserimento nel mercato del lavoro”.

Ancora di più in una regione come la Toscana, nella quale – secondo i dati dell’Osservatorio Demopolis sulle nuove generazioni – appena il 46% degli under 30 ha idea di quali siano i settori innovativi e con maggiori possibilità occupazionali.