L’EMERGENZA Stalking e violenza, i casi sono in aumento
L’EMERGENZA Stalking e violenza, i casi sono in aumento

Lucca, 2 agosto 2017 - OSSESSIONI, minacce, persecuzioni. E poi piccole e grandi violenze, fisiche e psicologiche. E ancora tormenti, urla, inseguimenti. Tutti meccanismi figli di una gelosia patologica e crudele. Di quelle che tolgono respiro e spazi vitali a chi le prova sulla propria pelle. Come Maria (il nome è di fantasia ndr), la vittima di questa ennesima storia di stalking – una ventisettenne che da qualche tempo risiede in città – che, il giorno in cui ha capito che la sua vita non aveva più ossigeno né libertà, ha deciso di dire basta e passare alle vie legali. Perché quell’uomo che frequentava da qualche tempo non era più il ‘ragazzone’ eccentrico e divertente che lei sperava il destino le avesse fatto incontrare. No, si era trasformato in un aguzzino senza controllo.

PER QUESTO Maria, stanca di «non poter nemmeno uscire di casa» per paura di incontrare quell’uomo dal quale si era allontanata – ma che continuava a tormentarla – ha deciso di contattare un legale e presentare una denuncia. Nel documento presentato in Procura dall’avvocato Fernando Fenili è ricostruita l’intera vicenda. Dalle prime frequentazioni tra Maria e l’uomo, all’inizio dell’anno, fino al violento epilogo dello scorso aprile. Un crescendo di liti furiose, aggressioni e violenze verbali. La giovane – affetta fin dall’infanzia, si legge, da «una sindrome che le ha causato più di quaranta fratture pregresse agli arti e alla colonna dorsale – in inverno inizia a frequentare il cinquantenne con il quale condivide interessi, dalla fotografia alle manifestazioni legate ai cartoon.

BEN PRESTO però l’uomo rivela la sua vera natura, schiava di «un’opprimente gelosia» che è «sempre stata il motivo principale di dissidio tra i due» tanto che – si legge – Maria deve «interrompere i rapporti con le precedenti amicizie di genere maschile» ed è «costretta a uscire solo con il ‘compagno’ evitando di parlare anche solo fortuitamente con altri uomini». Un rapporto delicato, complesso, nevrotico reso forse ancora più instabile dalla tendenza all’abuso di alcol da parte del cinquantenne. I litigi, spiega l’avvocato nella sua denuncia, sono «molto frequenti» e «non mancano spinte, strattoni e ‘pizzichi’ tanto forti da lascare il segno sul corpo della ragazza». Azioni ancora più gravi in considerazione della disabilità della ragazza e della fragilità del suo fisico. L’episodio che convince Maria a fuggire per sempre avviene il 29 aprile. Quel giorno la ragazza viene ‘sorpresa’ dall’uomo – che era passato a prenderla a casa – a scambiare due parole con dei muratori intenti ad effettuare alcuni lavori di ristrutturazione nell’abitazione della stessa.

LA GIORNATA prende così una piega drammatica con il cinquantenne che, dopo aver portato a casa sua la ragazza, le ‘sequestra’ il telefono perché convinto, in un delirio di gelosia, che la stessa potesse scambiarsi messaggi con un operaio conosciuto poche ore prima. La situazione, si legge, «degenera quando la ragazza cerca di allontanarsi dall’abitazione del compagno, il quale la prende di peso e la costringe ad andare con lui in camera da letto». La ragazza «urla per il dolore che le provoca l’uomo ogni volta che la riprende per gettarla sul letto». Alla fine il cinquantenne «obbliga la ragazza a una sorta di giuramento di fedeltà», dopodiché «pretende un rapporto sessuale». Lei, «atterrita non può opporsi».

SOLO più tardi Maria riesce a tornare a casa. Qui lui la raggiunge. Il telefono della giovane squilla e lui, convinto che a chiamarla fosse un altro uomo, cerca di strapparle l’apparecchio e le morde una mano. E’ l’epilogo. Maria tronca ogni rapporto ma l’uomo continua a tormentarla, l’aspetta sotto casa, la ‘spia’. «E’ un incubo, non posso più uscire che me lo trovo davanti dappertutto. Non ce la faccio più».

 

E. B.