PAOLO PACINI
Cronaca

De Robertis, che musica. Ha vinto il “Globo d’Oro“ con il film di Salvatores

Il compositore lucchese con la colonna sonora di “Napoli-New York“ si aggiudica il prestigioso riconoscimento assegnato dalla stampa estera.

Federico De Robertis mentre riceve il Globo d’Oro 2025 per la miglior colonna sonora

Federico De Robertis mentre riceve il Globo d’Oro 2025 per la miglior colonna sonora

Un premio prestigioso per Federico De Robertis. E’ sua infatti la “Miglior Colonna Sonora“ realizzata per il film “Napoli - New York“ di Gabriele Salvatores, che gli è valsa il “Globo d’Oro 2025“. Si tratta del prestigioso riconoscimento assegnato dall’Associazione della Stampa Estera in Italia ai migliori film, serie TV, attori e autori del cinema italiano. La cerimonia di questa 65ª edizione si è tenuta mercoledì nella Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma.

Il “Globo d’Oro 2025“ ha celebrato il cinema italiano con una serata che ha premiato “Il nibbio“ di Alessandro Tonda come miglior film, Valeria Golino per la miglior serie tv per “L’arte della gioia“ e ha consegnato il Premio alla Carriera a Pupi Avati.

Un bel premio tra tanti big, De Robertis...

"Davvero. E’ stato molto emozionante trovarsi in mezzo a tanti personaggi del cinema".

Ti aspettavi di vincere il Globo d’Oro?

"Sinceramente no. Gli altri candidati Fabio Amurri per La città proibita e Michele Braga e Emanuele Bosi per L’abbaglio sono molto bravi. E’ stato ancora più bello...".

Avevi già vinto questo premio anni fa.

"Sì, nel 1994 per il film “Sud“ di Salvatores vinsi questo, il Ciak d’Oro e il Nastro d’Argento. Poi fui candidato ai David di Donatello ma non vinsi".

E’ sempre un piacere, no? Sopratutto la conferma.

"Certo. Il Globo d’Oro è assegnato dai corrispondenti della stampa estera e quindi ha un sapore internazionale. Mi è piaciuta molto la motivazione: “evoca al tempo stesso malinconia e speranza, napoletanità e universalità. Accompagna il racconto dei protagonisti e del film di Gabriele Salvatores, esaltandone la forza espressiva. Una musica originale che aumenta la risonanza del dialetto napoletano“".

Chi ha collaborato a questo successo?

"In primis devo ringraziare Gabriele Salvatores con il quale ho un rapporto ormai di... simbiosi per i suoi film. Poi il mio gruppo Fede & gli Infedeli, il grande Alfonso De Pietro con il quale ho scritto la canzone Furastiere, l’ingegnere del suono Gianni Bini dello studio di registrazione House of Glass a Viareggio. E ovviamente il “sublime“ Maestro Federico Maria Sardelli che ha diretto l’orchestra sinfonica di Sanremo, senza dimenticare l’orchestrazione del Maestro Girolamo Deraco. Insomma è stato un bel lavoro di squadra".

Prossimo lavoro nel cinema?

"Sempre con Gabriele Salvatore, per il suo nuovo film “La variante di Luneburg“, un thriller psicologico ambientato nel mondo degli scacchi, che ruota intorno al tema della vendetta".

Nascono prima le scene o la musica?

"La collaborazione con Gabriele risale al 1991 con Puerto Escondido. La musica nasce subito dopo che lui mi ha parlato delle sue idee e di cosa vuole trasmettere".

E il prossimo appuntamento in musica?

"Un concerto qui a Lucca. Domenica 27 luglio sarò con il mio gruppo Fede & gli Infedeli al “Drappo Verde“ (ex Riva degli Albogatti) nel parco fluviale, a partire dalle 22. Sarà un concerto accompagnato da immagini su maxischermo, con scene dai film dove ho composto la musica e anche video del gruppo, ad esempio quello di “Furastiere“ con Alfonso De Pietro... Vi aspetto!".