Valerio Catelani e Daniela Bertoneri
Valerio Catelani e Daniela Bertoneri

Lucca, 5 dicembre 2018 -  Undici condanne complessive, 7 per concorso in omicidio colposo e 4 per omissione di soccorso. Questa la sentenza emessa ieri dal giudice Stefano Billet, a più di sei anni dal tragico incidente al rally «Coppa Città di Lucca» avvenuto il 22 luglio 2012 a Sant’Ilario di Brancoli, in cui persero la vita Valerio Catelani, 38 anni di Massa e Daniela Bertoneri, 35 anni di Seravezza, pilota e navigatore morti asfissiati e poi carbonizzati dopo il pauroso schianto notturno a bordo della loro Peugeot 207 S2000.

In dettaglio, il giudice ha inflitto 1 anno e 2 mesi di reclusione per omissione di soccorso ad alcuni equipaggi: Giuseppe Iacomini e Davide Cozzani (di Lerici e La Spezia) in gara su una Subaru Impreza, a Iacopo Giannecchini (di Massarosa), su Renault Clio e David Castiglioni (navigatore di Porcari) sempre su Clio. Per il giudice si resero conto dell’incidente, ma omisero di fermarsi e di prestare assistenza all’equipaggio protagonista del pauroso schianto, nonché di darne immediato avviso alla postazione radio successiva.

Appena più leggere le condanne, 1 anno ciascuno per concorso in omicidio colposo, inflitte al responsabile della sicurezza del rally Mauro Scarpellini, ai membri degli equipaggi apripista addetti alla supervisione del percorso, i lucchesi Luca Gelli, Massimo Simi, Luca Ciucci e Gianluca Simonetti, Bruno Togni (pontederese abitante ad Altopascio), Danilo Meazzini di Pieve Santo Stefano (Arezzo). In sostanza, in violazione del regolamento Csai allora in vigore (poi modificato) non segnalarono il precedente sfondamento di un muretto di protezione in curva da parte di un altro equipaggio e proprio in quel punto uscirono poi di strada, ribaltandosi, Catelani e Bertoneri: la loro auto rimase rovesciata e prese fuoco, trasformandosi in una trappola mortale. Per tutti gli 11 condannati scatta comunque la sospensione condizionale della pena. Il giudice ha fissato anche i risarcimenti provvisionali alle parti civili, per complessivi 330mila euro, a carico degli imputati e della Scuderia Balestrero.