La pistola e la maschera sequestrata dai carabinieri. Nel riquadro Francesco Ugolini
La pistola e la maschera sequestrata dai carabinieri. Nel riquadro Francesco Ugolini

Lucca, 4 giugno 2020 -  «Ho rapinato tutte quelle banche, lo ammetto, ma l’ho fatto solo perché andavo a riprendermi quello che loro avevano rapinato a me...".
Queste le singolari parole con cui Francesco Ugolini, 64enne ex pasticciere di Bagni di Lucca, ha tentato di difendersi ieri in aula davanti ai giudici del tribunale collegiale (Boragine, Boi, Fantechi) che alla fine l’hanno condannato a 7 anni di reclusione per una lunga serie di rapine ai danni di istituti di credito.
Ben 34 i colpi contestati al “rapinatore gentiluomo“, 13 dei quali andati a segno, 21 ‘solo’ tentati, tra il marzo 2010 e l’aprile 2016. Il raggio d’azione era piuttosto ampio: nel mirino istituti di credito in provincia di Lucca (22), Pistoia (8 molte delle quali ad Agliana), Sesto Fiorentino (1), Sasso Marconi (2) e Modena (1). Il bottino? Circa 80mila euro.
 


Il motivo? Secondo l’ex pasticciere, difeso dall’avvocato Tiziana Bertani, i suoi guai erano dovuti a un prestito bancario che non era riuscito a restituire, tanto che con un’esecuzione immobiliare la banca gli aveva poi portato via la casa. Insomma, a quel punto sarebbe diventato rapinatore seriale per... vendetta, prendendo di mira in particolare le filiali del Monte dei Paschi di Siena.
 

I suoi modi erano comunque piuttosto soft: da qui l’appellativo di gentiluomo. Rapinava le banche con il volto coperto da una maschera in lattice e con una pistola giocattolo, senza mai insistere troppo e senza metodi violenti. Infatti molti colpi erano falliti davanti al primo accenno di reazione o di difficoltà all’interno delle filiali. In un caso un direttore di banca, notata la sua titubanza e la pistola farlocca, aveva impugnato un paio di forbici e l’aveva fatto scappare.
 

La rapina fatale fu quella del 12 aprile 2016 a Fornaci di Barga. I carabinieri, che lo sospettavano da tempo, gli avevano piazzato un segnalatore gps sotto al furgone. Lo seguirono e lo arrestarono mentre stava per colpire la filiale del Monte dei Paschi. Nel furgone aveva una pistola giocattolo, lo scooter usato per raggiungere le banche in cui colpire e un quaderno su cui annotava nomi e indirizzi dei vari istituti di credito.
 

A lui i militari di Lucca erano arrivati dopo il colpo precedente, del 25 marzo 2016, alla filiale Mps di Altopascio. Grazie all’acquisizione dei filmati della sorveglianza, i carabinieri avevano scoperto che si era servito di quel furgone per raggiungere la banca e poi per allontanarsi. Interrogato dal pm Elena Leone, Ugolini aveva confessato tutte le 34 rapine, spiegando di aver colpito per problemi finanziari e, in particolare, per aver scelto di agire contro filiali Mps per quella vicenda del prestito finito male.
Paolo Pacini
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