Indagano i carabinieri
Indagano i carabinieri

Lucca, 12 maggio 2015 - Nuovi sviluppi nella vicenda del carabiniere condannato a sei mesi con la condizionale per aver, secondo il giudice, utilizzato metodi troppo violenti nell’arrestare un tunisino intento a rubare rame in una cartiera di Carraia. Finora il carabiniere non ha pagato i 3.500 euro di provvisionale stabiliti per il ladro. Prima, a causa di una lettera di diffida dell’azienda stessa, che deve ancora ottenere il risarcimento del danno provocato dal tentato furto. Poi perché la somma raccolta a sostegno della sua vicenda gli è arrivata materialmente solo ieri mattina dal sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, il quale aveva lanciato la raccolta fondi (il totale ammonta a circa 9mila euro), dopo che la nostra anticipazione aveva suscitato un clamore mediatico a livello nazionale. 
 
La provvisionale esecutiva di 3500 euro sarà comunque onorata. In attesa di conoscere se è stato raggiunto un tipo di accordo tra il legale del ladro tunisino e l’impresa di Carraia danneggiata, la difesa del militare dell’Arma, affidata all’avvocato Andrea Balducci, ha ribadito l’esistenza di una lettera in cui si diffidava il rappresentante delle forze dell’ordine a pagare e il marocchino ad incassare, in attesa di stabilire il congruo valore risarcitorio. Respinte al mittente dunque, con motivazioni tecniche e giuridiche le affermazioni della controparte. 
 
Il conto corrente aperto presso la filiale di Altopascio della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno del Gruppo Banco Popolare, ha avuto donazioni per un totale di 9158,56 euro, anche piccoli versamenti giunti da tutta Italia. Se l’appello modificherà il giudizio di primo grado, il carabiniere devolverà tutto in opere di bene. Marchetti dal canto suo, attacca: «Con questo atto trasparente ho portato a termine il mio impegno - sottolinea Maurizio Marchetti - a favore del carabiniere e in generale per le forze dell’ordine. Non voglio alimentare polemiche, ma continuo a pensare che sia stato giusto fare riflettere l’opinione pubblica sulla vicenda. Confermo di non avere mai espresso giudizi né sui contenuti del processo né sui suoi protagonisti, ma di essere comunque e in ogni caso dalla parte delle forze dell’ordine, che svolgono un lavoro duro, e di non essere mai dalla parte di chi delinque, siano essi italiani o stranieri. Chi mi accusa di razzismo e populismo farebbe bene a ascoltare le persone normali, quelle che faticano a arrivare alla fine del mese e che subiscono colpi in abitazioni ed attività produttive a ripetizione, anche sei o sette volte in pochi mesi, invece che i salotti radical-chic».