Un'immagine degli scavi a Badia Pozzeveri (dal sito del progetto)
Un'immagine degli scavi a Badia Pozzeveri (dal sito del progetto)

Lucca, 15 febbraio 2015 - Nell'antico cimitero dell'abbazia abbandonata di Badia Pozzeveri sarebbe sepolto il segreto dell'evoluzione del batterio del colera. Lo sostiene una ricerca condotta dall'Università di Pisa in collaborazione con gli esperti dell'università dell'Ohio ed Hendrik Poinar, il genetista di fama internazionale che ha riscoperto il Dna della Peste Nera.

Gli scavi, attivi da quasi cinque anni, sono una finestra su oltre mille anni di storia, e per la loro importanza hanno attirato l'attenzione di tutto il mondo, finendo persino sulla copertina della rivista Science. Due anni fa, i ricercatori hanno riportato alla luce un'area del cimitero parrocchiale in cui sono state sepolte le vittime dell'epidemia di colera che a metà '800 si diffuse in tutto il mondo, causando un milione di vittime nella sola Europa.

"Finora abbiamo trovato una ventina di corpi sepolti frettolosamente in fosse molto profonde e sigillate con la calce", spiega Gino Fornaciari, il paleoantropologo dell'ateneo toscano che sta coordinando le operazioni. I ricercatori dell'Università dell'Ohio stanno analizzando i primi campioni di suolo, denti e ossa alla ricerca dell'impronta molecolare del colera. "Se troviamo il Dna del batterio, potremmo capire come si è evoluto e confrontarlo con quello attuale. Si tratta del primo passo per trovare una cura", spiega l'antropologo Clark Spencer Larsen presentando lo studio al convegno dell'Associazione americana per l'avanzamento delle scienze a San Jose, in California