“Carosello e il babbino“. Un nuovo sonetto di Alessandro Meschi

Una riflessione sui tempi antichi, quando il Carosello era l'evento della sera, e i bambini leggevano Blek e Miki sotto le coperte, sfidando le raccomandazioni della mamma. Un ricordo nostalgico di un'infanzia serena.

CAROSELLO E IL BABBINO

‘Un c’erano ‘cconsigli per gli acquisti,

ma labbrate e nocchini, un gran macello,

e ‘un c’erano davero santi o cristi:

s’andava a letto doppo carosello.

Ma io, che di natura ero spregioso,

e parlo de’mmi tempi, velli antichi,

da sotto le ‘operte, dispettoso,

co’na pila leggevo Blek e Miki

e mi sbafavo ‘bbaci Perugina.

Tanto gli stiaffi eran garantiti;

pigliasseli di sera o di mattina

cambiava pogo, ‘un eran mai finiti.

“ Fatti difende dalla tu’ mammina”;

e le’, coll’occhi lucidi e smarriti,

frignava sulla porta di ‘ucina.