REDAZIONE LUCCA

Aumento affitti a Lucca: famiglie in difficoltà tra inflazione e costi abitativi

Le famiglie lucchesi affrontano un aumento del 19% degli affitti dal 2018, aggravato da inflazione e costi energetici.

Le famiglie lucchesi affrontano un aumento del 19% degli affitti dal 2018, aggravato da inflazione e costi energetici.

Le famiglie lucchesi affrontano un aumento del 19% degli affitti dal 2018, aggravato da inflazione e costi energetici.

L’aumento dei costi degli affitti continua a pesare come un macigno sulle famiglie lucchesi che si trovano a fronteggiare un incremento dei canoni locativi senza precedenti negli ultimi anni. Un fenomeno non isolato ma che si inserisce in un quadro economico più ampio caratterizzato da: inflazione, stagnazione dei salari e crescita esponenziale dei costi delle materie prime.

Se da un lato i canoni degli affitti e il costo delle spese condominiali hanno subito un’impennata, dall’altro le famiglie si trovano a dover fare i conti con stipendi fermi da decenni ed erosi oggi più che mai dagli effetti dell’inflazione post pandemica. Come riportato dal report "Abitare in Toscana" 2024, diffuso dall’Osservatorio Sociale Regionale, dal 2018 al 2023 si è infatti assistito ad una crescita generale del costo degli affitti al metro quadro, in particolare in provincia di Lucca si registra un aumento del 19% con un importo medio al metro quadro dei canoni di locazione registrati passato da 5,8 a 7,1 euro in cinque anni.

Un dato che supera di gran lunga la media regionale che segna un aumento del 10% del costo a metro quadro nello stesso periodo di riferimento. Lucca si dimostra essere dunque la provincia toscana con l’incremento più elevato del costo dei canoni di locazione registrati. Non solo, ad essere aumentate sono anche le spese correlate all’abitazione: utenze e spese condominiali in primis, con le bollette salite alle stelle dopo i rincari del costo dell’energia.

Nel 2019, infatti, per le famiglie toscane le spese condominiali e le utenze domestiche pesavano per meno del 15% del reddito nel 95% dei casi, ma nel 2022 la situazione risultava già cambiata drasticamente con il 22,6% delle famiglie che ormai si trovava a dover destinare tra il 15% e il 25% del proprio stipendio alla copertura delle spese abitative.

Un dato che mette in luce la pressione crescente sulle risorse familiari, dove ogni mese è sempre più difficile far quadrare i conti con il rischio di aumentare il disagio abitativo, un concetto complesso che oltre ad includere le difficoltà legate all’acquisto o all’affitto di un’abitazione, considera anche gli ostacoli connesse al sostentamento delle spese per l’abitazione.

A complicare ulteriormente la situazione è la decisione del governo nel 2023 e confermata nel 2024 di non finanziare il fondo sociale per l’affitto e il fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli che di fatto ha lasciato ai comuni e alle Regioni il compito di andare incontro ai nuclei in difficoltà con la conseguenza che ci saranno meno risorse da ridistribuire.

Intanto prosegue la raccolta firme per chiedere il reintegro dei fondi per il contributo affitto a livello nazionale e a livello locale: “contributo affitto subito!” il nome della campagna promossa dal Partito Democratico di Lucca. Oggi dalle 9 alle 12, il banchetto sarà al mercato di Ponte a Moriano. Nel pomeriggio, invece, sarà possibile firmare al circolo di piazza San Francesco, dalle 18 alle 20.