Lucca, 8 aprile 2021 - La drammatica verità è quella che traspare dal portale di prenotazione dei vaccini: 4 finestre su 5 con “semaforo rosso“. L’Asl ci conferma: non ci sono più dosi di AstraZeneca. Ieri il personale del Campo di Marte ha vaccinato quelli che erano in agenda il primo aprile, slittati perchè anche in quel caso le dosi annunciate erano venute a mancare. Scorte finite , se non arriveranno nuovi approvvigionamenti le categorie legate all’AstraZeneca sono ferme al palo. Ieri pomeriggio l’Asl ha portato avanti le somministrazioni per i “fragili“ con il Moderna, e da oggi fino all’11 aprile si procede sul filone dei soggetti vulnerabili oltre agli over 80 da eseguire a domicilio, sempre da parte del personale Asl. L’unico canale che sta riprendendo quota è quello degli over 80 dal medico di famiglia. Dopo Pasqua le dosi di Pfizer per gli ultra ottantenni – dopo la pioggia di polemiche – sono finalmente arrivate e l’accelerata si è vista.
L’obiettivo della Regione è quello di vaccinare tutti gli over 80 in carico ai medici di famiglia, in prima dose, entro il 25 aprile. Ma è già iniziato anche il secondo giro, il richiamo di Pfizer, mentre si apre l’ennesimo corto circuito. E’ quello dei vulnerabili, in carico ai reparti ospedalieri di riferimento. Chi di loro è riuscito magicamente a prenotarsi in autonomia sul portale ha ottenuto il vaccino prima dell’sms con cui la Regione, martedì, annunciava l’imminente telefonata per prenotarsi.
Meno male sul fronte terapeutico le cose sembrano fluire decisamente meglio. E’ stato eseguito mercoledì al San Luca il primo trattamento con gli anticorpi monoclonali su paziente Covid individuato sul territorio. L’uomo è stato infatti segnalato dal medico curante alla struttura di Malattie infettive di Lucca, che ha poi trattato il paziente nel reparto Covid del Day Surgery di Lucca. Sono quindi cinque al momento – più un altro “trattato“ ieri, anche lui non ospedalizzato – le persone curate con gli anticorpi monoclonali al “San Luca”, grazie al lavoro di squadra tra vari settori aziendali, in particolare Farmacia, Pronto soccorso e Malattie infettive.
Adesso si è quindi verificata anche l’altra modalità di individuazione delle persone, quella sul territorio, in collaborazione con i medici di medicina generale.
La somministrazione di questo tipo di terapia – che al momento, anche se con numeri ancora esigui, sta dando buoni frutti – è indicata per pazienti positivi al coronavirus ma in condizioni cliniche lievi o moderate (che non hanno quindi necessità di essere ricoverate in ospedale) e che presentano alcuni specifici fattori di rischio.
L.S.