Fossi
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Livorno, 1 luglio 2015 - Sta diventando una “neverending story”, con risvolti sempre più polemici, il contenzioso tra i circoli delle barchette dei Fossi e l’Aamps. La quale, evidentemente alla disperata caccia di risorse, ha di nuovo inviato ai circoli-malgrado i ricorsi al Tar di questi ultimi e le mediazioni dell’Autorità portuale- solleciti di pagamento per fatture emesse “per il servizio di pulizia e di ritiro dei rifiuti”. Ai nuovi solleciti, il presidente del consorzio dei circoli dei Fossi Piero Mantellassi ha risposto con una dura nota in cui si ricorda che non solo esiste un ricordo al Tar della oscana contro la pretesa, ma trattandosi di una richiestaper un servizio mai reso nel concreto, non sussisterebbe alcun obbligo di pagamento. «Considerato che si tratta di un “servizio” per il quale chiedete un “corrispettivo”, con maggiorazione Iva, e non un tributo (come quello che veniva imposto dal Comune di Livorno), ne consegue che - scrive Mantellassi all’Aamps- la pretesa del pagamento della somma fatturata non può lecitamente fondarsi sulla mera occupazione di uno spazio, uno specchio acqueo nella fattispecie, e sulla solo potenziale attitudine a produrre rifiuti da parte dei soggetti detentori degli spazi, ma presuppone invece, ed anzi, impone, che il servizio di smaltimento rifiuti sia stato effettivamente reso, ed anche in maniera continuativa. «Poiché ci risulta che detto servizio, invece, non sia mai stato reso  dato che nessuna imbarcazione dell’Ati è passata lungo i Fossi per effettuare la pulizia e tanto meno la raccolta,- continua Mantellassi-ne consegue che non Vi è dovuta alcuna somma da parte dei Circoli nautici concessionari. Evidenziamo peraltro che nel nostro caso- sottolinea il presidente del consorzio dei circoli- non vi è neppure la sopra richiamata attitudine a produrre rifiuti, in quanto i posti barca dei nostri consorziati oggetto delle concessioni demaniali sui Fossi Medicei cittadini sono posti barca non di un porto turistico, ma di diversi punti di ormeggio, dove è possibile solo il semplice stazionamento dell’imbarcazione, trattandosi di aree dotate solo di attrezzature minime indispensabili per l’ormeggio e l’alaggio di piccole imbarcazioni, con il risultato che mancando la vita a bordo non si spiega come vi possa essere anche la produzione di rifiuti. Alla luce di quanto sopra- conclude Mantellassi- e contrariamente a quanto da Voi sostenuto, sussistono seri e fondati dubbi sulla legittimità dell’operata fatturazione relativa ad inesistenti operazioni di pulizia dei Fossi e di raccolta dei rifiuti e, pertanto, vi chiediamo formalmente di voler provvedere a stornare le fatture emesse nei confronti dei diversi Circoli nautici nostri Consorziati, emettendo relativa nota di credito, non ritenendo dovuti gli importi nelle stesse indicati».