L'architetto Augusto Cagnardi
L'architetto Augusto Cagnardi

Livorno, 22 luglio 2015 - «Ci vorrà ancora molto tempo per arrivare in fondo al lavoro di revisione del piano strutturale. Per cui temo che non sarà rispettata la previsione di arrivare alla sua adozione entro fine 2015». Questa è stata una delle riflessioni fatte ieri in quarta commissione dall’architetto Augusto Cagnardi dello studio Gregotti Associati International, a cui è stato affidato nel 2012 (alla guida della città c’era il Pd) l’incarico di aggiornare il nostro piano strutturale. Una doccia fredda per l’assessore Alessandro Aurigi che di recente ha ribadito la volontà della amministrazione pentastellata di chiudere il primo passaggio sul piano strutturale «entro fine anno».

In commissione Cagnardi è venuto per presentare «Indirizzi e prospettive per il piano strutturale». «Il Porto Mediceo – ha proseguito Cagnardi – dovrà essere dedicato sostanzialmente al turismo. E i moli oggi riservati alle navi da crociera, quando sarà operativo il nuovo piano regolatore del porto (ovvero quando sarà pronta la Darsena Europa, ndr) andranno restituiti alla città. Questo nella mia visione che spero sia condivisa dalla amministrazione». Sulla viabilità di Livorno «il maggior problema riguarda la strada del lungomare (il viale Italia) dove il traffico è aumentato anche in relazione al peso del porto commerciale e turistico. Come rimediare? Non consentendo di percorrerla tutta. Si può fare separando la parte commerciale del porto da quella turistica pedonalizzando il ponte di Santa Trinita. É sufficiente un cartello che vieti il transito della auto». Ma l’architetto Cagnardi ha lanciato un altro suggerimento: «Realizzare un porto turistico al Maroccone. Qui non basta piantare qualche ombrellone in più per far decollare il turismo. Servono servizi mirati ai diportisti». 

Questa idea però non è piaciuta al consigliere dei 5 Stelle Edoardo Marchetti: «Nell’area del Maroccone un porto turistico non mi pare condivisibile». Gagnardi ha quindi puntualizzato che «è opportuno confrontarsi con i cittadini, ma alla fine l’amministrazione deve decidere». Idea sposata da Yari De Filicaia (Pd) che ha però aggiunto:»Siamo in una fase in cui non ci sono più fondi pubblici per grossi investimenti, per cui occorre attrarre risorse private ad esempio per infrastrutturare la città in modo da migliorare l’accoglienza dei turisti».