Calata Paita
Calata Paita

La Spezia, 4 marzo 2016 - IL COMITATO portuale riunito ieri mattina nella sede di via del Molo si è chiuso con l’impegno ad aprire un tavolo tecnico-politico che metta a confronto il progetto di waterfront sostenuto dall’Autorità portuale e approvato a suo tempo da Regione e Comune, con le soluzioni alternative presentate nei giorni scorsi da Cristiano Ruggia. Una proposta avanzata dallo stesso presidente dell’Authority, Lorenzo Forcieri, e accolta con soddisfazione tanto da Massimo Federici, presente alla riunione in rappresentanza della Provincia, quanto dal vicesindaco e assessore all’urbanistica. «Ben venga il tavolo – ha commentato a caldo Ruggia –: con questo passaggio ho infatti adempiuto al mandato che mi era stato assegnato dal consiglio comunale, che era quello di aprire un confronto approfondito sul tema». Forcieri, dal canto suo, ha manifestato la disponibilità di «tornare a una visione condivisa che sblocchi la situazione ed eviti di produrre danni all’economia della città», ma al tempo stesso, partendo da alcuni punti condivisi e acquisiti – una previsione di accosto per almeno tre navi e la conferma della necessità di realizzare la stazione crocieristica –, ha anche posto l’accento sulle contraddizioni contenute, a suo avviso, nella proposta targata Federici-Ruggia.

Il ‘pennello’

«Ricordo che la richiesta di spostare la stazione crocieristica da Calata Paita ad un molo dedicato, a suo tempo partì proprio dal Comune e l’allora presidente dell’Authority acconsentì. L’isolone previsto del piano regolatore del 2006 era effettivamente ingombrante e poco funzionale. Per questo abbiamo pensato a una struttura più stretta e ‘leggera’, spostandola il più possibile a Levante e allineandola con le propaggini del Garibaldi e del Fornelli. Una scelta, quella contenuta nel masterplan Llavador funzionale anche, nella previsione dei due accosti laterali al ‘pennello’, a diminuire l’impatto sui coni visivi verso mare della città. Un terzo accosto è stato invece ricavato sul lato di ponente del Garibaldi e sarà dedicato principalmente alle navi di grandi dimensioni, che vogliono fare scalo a Spezia ma non hanno la necessità di utilizzare la stazione marittima».

Stazione crocieristica

«Per il principio di impenetrabilità dei corpi la stazione crocieristica su calata Malaspina non è ipotizzabile. Una struttura come quella prevista dal masterplan e tarata sulle esigenze dell’accoglienza – 5mila metri quadrati di superficie distribuiti su due piani – in quella porzione di banchina non ci sta fisicamente. Lì è infatti prevista la realizzazione dei nuovi binari, potenziati per consentire la dismissione su calata Paita e spostati verso mare per adempiere a una prescrizione di Regione e Comune, che hanno chiesto di ampliare la fascia di rispetto su viale San Bartolomeo».

Calata Paita

«Nell’ipotesi di eliminare il ‘pennello’ e tenendo conto del fatto che le strutture di imbarco e sbarco non sono fisicamente collocabili sulla Malaspina, l’unica soluzione praticabile consisterebbe nell’immaginare la stazione crocieristica proprio sulla Paita, con tanto di parcheggi per auto e bus e ‘aree sterili’. Gli spazi a disposizione della città, comprese le aree verdi, in questo modo si ridurrebbero da 60mila a 25mila metri quadrati, comprimendo le possibilità di utilizzo della calata».