Sindacati ancora in trincea: "Evitiamo la privatizzazione. Servono maggiori assunzioni"

Flp Difesa contro l’affidamento esterno delle attività centrali del presidio militare. Comiti: "Il rischio è l’azzeramento delle maestranze interne. Vogliamo vedere il piano" .

Sindacati ancora in trincea: "Evitiamo la privatizzazione. Servono maggiori assunzioni"
Sindacati ancora in trincea: "Evitiamo la privatizzazione. Servono maggiori assunzioni"

"L’avvento di Fincantieri nella Base navale apre a una prospettiva di privatizzazione che non solo rischia di portare con sé dubbi e interrogativi, ma va nella direzione contraria a quella che auspichiamo da anni, ovvero quella delle maggiori assunzioni per un rilancio diretto dell’Arsenale". Luca Comiti, segretario generale della Cgil spezzina, interviene a pieni uniti sul futuro della Base navale spezzina. A sei mesi dall’annuncio del ministro Guido Crosetto circa il piano industriale dell’Arsenale affidato a Fincantieri e Rina, le certezze sono poche e le organizzazioni sindacali non esitano a palesare il proprio malcontento. Per il leader della Cgil, "si va verso una privatizzazione che porterà a un progressivo azzeramento delle maestranze oggi presenti in Arsenale. Se Fincantieri, produttore delle navi, ne curerà anche la manutenzione, diretta o attraverso altre aziende, le attività del personale diretto impiegato nella base che fine farà? A oggi non abbiamo avuto né comunicazioni né incontri ufficiali, ma è chiaro che la questione del rilancio dell’Arsenale dovrà essere affrontata anche con le organizzazioni sindacali". Una necessità che ha spinto i sindacati a valutare una richiesta ufficiale di incontro al ministro della Difesa, che dovrebbe essere presente il prossimo 12 dicembre in occasione della cerimonia per la nascita del Polo nazionale della Subacquea. Al centro, ovviamente, l’occupazione. "Gli operai e gli addetti della Base navale cosa faranno: saranno parte del progetto, o saranno indirizzati ad altre mansioni? Ci saranno corsi di riqualificazione e formazione? – interroga Comiti – . Tutte domande che necessitano di risposte precise per chiarire i dubbi di questa possibile operazione. Non solo: c’è necessità di maggiore trasparenza sull’intero processo, dagli appalti e ai subappalti, ai contratti di lavoro. Da anni chiediamo più assunzioni ma non veniamo ascoltati". Una situazione di incertezza e disagio che traspare anche dalle parole di Christian Palladino, segretario provinciale Flp Difesa. "Si parla di spostamenti, accorpamenti, razionalizzazione – afferma –. Resta il fatto che l’Arsenale di un tempo resta solo nei ricordi. Ormai da anni si sta assistendo a una cruda privatizzazione ma mai talune ’attività core’ sono state appaltate. Ora le previsioni, qualora non intervenga un reale rilancio con risorse economiche e personale, prevedono la cessione del Museo tecnico Navale, il servizio delle centrali, i bacini, la vigilanza, il Crdd. Soluzioni in controtendenza rispetto a quanto, da sempre, rivendicato dai sindacati. Il 14 dicembre arriveranno a Marinarsen una ventina di tecnici neo assunti: ci auguriamo che la maggior parte di loro possa essere assegnata a una delle poche realtà ancora in piedi, l’Artiglieria".

Matteo Marcello