Preoccupanti riscontri della crescita del consumo di alcol da parte dei minori arrivano anche da chi è preposto alla repressione delle violazioni. Su questo fronte un significativo osservatorio è quello della Polizia municipale, che dall’estate scorsa dispone anche di uno strumento sanzionatorio nuovo, cioè l’ordinanza sindacale che consente di punire non solo i titolari di esercizi che vendono bevande ‘proibite’ ai minori ma anche i maggiorenni che cedono agli under 18 (a prezzi maggiorati) super alcolici da loro acquistati, innescando così quello che...

Preoccupanti riscontri della crescita del consumo di alcol da parte dei minori arrivano anche da chi è preposto alla repressione delle violazioni. Su questo fronte un significativo osservatorio è quello della Polizia municipale, che dall’estate scorsa dispone anche di uno strumento sanzionatorio nuovo, cioè l’ordinanza sindacale che consente di punire non solo i titolari di esercizi che vendono bevande ‘proibite’ ai minori ma anche i maggiorenni che cedono agli under 18 (a prezzi maggiorati) super alcolici da loro acquistati, innescando così quello che qualcuno ha definito il ‘bagarinaggio dello shottino’.

Un fenomeno che, rivelano le statistiche, purtroppo ha preso piede in città e che, come rivela il comandante della municipale Francesco Bertoneri, si riscontra nella maggior parte dei casi fra le ragazze. "Nei mesi scorsi le sanzioni complessive, cioè a carico sia dei titolari di esercizi che di maggiorenni sorpresi a passare alcol ai ragazzini – fa sapere Bertoneri – sono state una sessantina, a conferma che la tendenza è in crescita per questo sono stati introdotti nuovi strumenti che hanno colmato un vero e proprio vuoto normativo. Con la recente ordinanza si può perseguire anche l’adulto che ceda bevande al ragazzino, aggirando il divieto che riguarda i rivenditori". In questi casi la sanzione è di 250 euro in forma ridotta, inferiore dunque a quella di 333 euro applicata all’esercente che smerci alcolici ai minori, cui si aggiunge in caso di violazione reiterata anche la denuncia penale, oltre alla sospensione dell’attività da 15 giorni a tre mesi. "I controlli, condotti da personale in borghese stanno proseguendo anche dopo l’estate, soprattutto nei fine settimana, nelle zone della movida – spiega Bertoneri – e hanno dato risultati importanti anche perché si sono innestati su quelli volti al rispetto dell’obbligo della mascherina anti-covid, che in caso di violazione consente ora di procedere anche alla sospensione immediata dell’attività, cosa che non era possibile nel caso della contestazione della vendita di bevande alcoliche a minori". Quanto ha pesato la pandemia sulla diffusione dell’alcol fra i giovani? "Indubbiamente molto – ammette il comandante –. E’ chiaro che il prolungato periodo di chiusura in casa ha innescato un forte incremento del consumo, su cui ha pesato la mancanza di opportunità sociali alternative. E purtroppo le statistiche ci dicono che a pagare lo scotto maggiore di questa emergenza, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sono state le ragazze, fra le quali il consumo di alcol sta crescendo in modo preoccupante". Un fenomeno che ovviamente non riguarda solo i giovani. Lo dicono anche i dati dalla Prefettura in materia di controlli sulla guida in stato di ebbrezza: dall’inizio dell’anno le verifiche sono state 648, di cui 61 con esito positivo.

F.A.