L’uxoricida dal giudice. Non chiede perdono e mostra rimorso solo per non essersi ucciso

Alfredo Zenucchi ascoltato dal gip di Massa, fermo convalidato L’avvocato: "Parla di lei al presente e vorrebbe vederla un’ultima volta Il suo unico rammarico è non essere riuscito a concludere il progetto"

L’arrivo di Zenucchi in Tribunale

L’arrivo di Zenucchi in Tribunale

Massa, 12 dicembre 2023 – Stanco, spento nello sguardo e rassegnato. E con un ultimo desiderio: vedere ancora una volta la moglie, uccisa nella stanza dell’albergo ‘Antica Locanda Luigina’ a Mattarana (La Spezia) lo scorso 6 dicembre. "Ma non credo che gli verrà concessa questa opportunità", ha detto il legale di Alfredo Zenucchi, 57enne ex edicolante di Cremona accusato dell’omicidio della moglie Rossella Cominotti.

Zenucchi è comparso ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Massa, Dario Berrino, che ha ne convalidato il fermo. Ha risposto con estrema calma alle domande del giudice, indicando la sua residenza, il suo titolo di studio e tra le altre cose ha spiegato come l’automobile sia "intestata a mia moglie".

"Non ha chiesto perdono – ha aggiunto l’avvocato – Parla della consorte al presente, come se fosse ancora viva. Ma ha ben compreso che non c’è più e il suo unico rimorso è non essere riuscito a portare in fondo il proposito, che era quello che sappiamo. Ora è come disinteressato, in attesa della morte".

Avvolto in un giaccone scuro, Alfredo Zenucchi è entrato come un’ombra ieri mattina nell’aula del tribunale di Massa. Nel corso dell’udienza ha accennato qualche sorriso al suo legale, poi si è lasciato andare ad alcuni sbadigli. "Ormai non riesco più a chiudere occhio per dormire", ha ripetuto Zenucchi negli ultimi giorni, durante i quali ha chiesto e ricevuto una terapia per conciliare il sonno. "Ma è tutto inutile – ha spiegato il suo legale, Alberto Rimmaudo – Prende sonno e riposa per qualche ora, poi però si sveglia". L’ex edicolante nell’udienza, durata meno di un’ora, ha confermato quanto detto nel primo interrogatorio. Ed è emerso che l’uomo ha un precedente penale, una sentenza del 2015 per minacce nei confronti della sorella: era stata disposta la sospensione condizionale della pena. L’avvocato difensore ha chiesto che l’uomo venga "detenuto in un carcere con una sezione protetta, così da evitare gesti autolesionistici. E credo che Spezia possa avere questi requisiti".

Nel carcere di Massa infatti era sorvegliato a vista, in una cella singola. Quanto all’autopsia sul corpo di Rossella Cominotti, oggi sarà nominato il consulente che indicherà le operazioni. E ci sarà da definire un aspetto relativo al verbale del medico legale che ha eseguito la ricognizione esterna del cadavere. L’avvocato, che ha avuto accesso al fascicolo d’indagine, ha notato che il medico legale "nel constatare il decesso della donna parla di ‘sgozzamento’ ma non del taglio sul polso destro, che Zenucchi ricorda come molto profondo e visibile. Un ‘taglio’ che sembra sparito dal verbale".

Stamani alle 12 una nuova udienza in tribunale a La Spezia: il foro apuano si è dichiarato incompetente territorialmente, passando il fascicolo alla procura spezzina. Intanto i carabinieri di Cremona hanno perquisito l’edicola della coppia – che è stata sequestrata – e sequestrati tre cellulari e un computer portatile: saranno esaminati.