L’ultima gita per morire. "Sì, volevamo farla finita"

La Spezia, oggi l’interrogatorio dell’uomo che ha ucciso la compagna. Il legale: "E’ deluso per non essere riuscito a compiere il gesto finale"

Rossella Cominotti

Rossella Cominotti

La Spezia, 11 dicembre 2023 – Poco più di un’ora di colloquio per fare il punto in vista dell’udienza di convalida che si terrà oggi in tribunale a Massa. Alfredo Zenucchi, il 57enne di Bergamo accusato di aver ucciso la moglie Rossella Cominotti in una stanza dell’Antica Locanda Luigina a Mattarana, in provincia della Spezia, ha ricevuto ieri la visita dell’avvocato Alberto Rimmaudo. L’uomo si trova in isolamento, piantonato.

"È stanco, provato, quasi disinteressato alla questione processuale, deluso e arrabbiato per non aver compiuto il gesto finale" dice il legale, avvalorando la tesi finora sostenuta anche da Procura e carabinieri, ovvero quella di una coppia che avrebbe maturato da tempo il proposito di farla finita. Inquirenti e investigatori tuttavia stanno lavorando per definire ogni aspetto di una vicenda nella quale resta ancora da chiarire il movente. Nella lettera ritrovata nella stanza d’albergo, probabilmente scritta quando la coppia si trovava ancora nel Cremonese e che nei prossimi giorni sarà oggetto di una perizia calligrafica, i due avrebbero messo nero su bianco la volontà di farla finita con il monossido di carbonio, intendimento poi mutato, e avrebbero dato precise istruzioni anche sulla volontà di non celebrare alcun funerale e sulla cremazione. Poi, a quanto emerge, la decisione di concedersi un’ultima gita per mettere in atto il piano.

La coppia sarebbe arrivata nello Spezzino il 1° dicembre, avrebbe tentato invano di alloggiare a Tellaro e si sarebbe poi spostata nella vicina Lerici per consumare la cena in un ristorante e passare la notte in un noto albergo del territorio, pagando tutto in contanti. Il giorno successivo, i due avrebbero cominciato a vagare fino a giungere nel cuore della Val di Vara, a Mattarana, dove il 3 dicembre avrebbero tentato invano di suicidarsi. Il 6 dicembre il tragico epilogo.

Tra i temi all’attenzione degli investigatori, anche quello del probabile abuso di stupefacenti. La coppia avrebbe infatti acquistato in una farmacia di Tellaro una confezione di siringhe, poi rinvenuta nella stanza. Il legale di Zenucchi precisa però che il suo assistito gli avrebbe riferito di non fare uso abituale di eroina. Non trova invece riscontro tra gli inquirenti la pista satanica. Il 57enne di Bergamo da ragazzo aveva avuto una passione per heavy metal ed esoterismo, tanto da tatuarsi sul corpo simboli riconducibili a quella cultura, ma per l’avvocato si tratterebbe appunto di "una passione giovanile e nulla più".

Intanto nell’albergo dove è avvenuto l’omicidio, si cerca di ritrovare al più presto la serenità. "Siamo sconvolti – spiega la titolare, Antonina Caldarella – ma andiamo avanti, anche se non è facile".