Nella foto, la scuola di Camilla Canepa (nel riquadro la giovane)
Nella foto, la scuola di Camilla Canepa (nel riquadro la giovane)

Genova, 12 giugno 2021 - Camilla Canepa aveva una malattia autoimmune che portava a un abbassamento delle piastrine. Ma questo è scritto o no nell'anamnesi consegnata prima del vaccino Astrazeneca, che alla ragazza fu somministrata lo scorso 25 maggio?

La ragazza soffriva di mancanza di piastrine

Cos'è la trombosi e quali sono i rischi

E' uno dei punti chiave delle indagini della procura di Genova sulla morte della diciottenne alcuni giorni dopo aver ricevuto la prima dose in un open day. La ragazza, di Sestri Levante, si è sentita male nei giorni successivi ed è poi morta a causa di una trombosi.

I carabinieri del Nas sono andati negli ospedali di Lavagna e del San Martino di Genova per acquisire le cartelle cliniche. Ma si sono poi concentrati sul foglio dell'anamnesi, quello che tutti i cittadini compilano prima di ricevere la dose elencando le patologie pregresse e i medicinali che vengono assunti regolarmente. 

I sintomi prima della morte

Camilla Canepa era arrivata con un forte mal di testa e con fotosensibilità. Proprio qui i medici scrivono nella cartella clinica alla voce «anamnesi patologica remota» che la giovane ha cisti ovariche e piastrinopenia autoimmune familiare. Mentre nell'anamnesi patologica prossima segnano i due farmaci assunti per curare le cisti.

Il sequestro del documento all'Asl 4

Il documento, che si trova sotto sequestro negli uffici dell'Asl4, verrà consegnato agli inquirenti lunedì. Secondo quanto appreso, la procura vuole verificare se nel documento sia stata segnalata la piastrinopenia ereditaria citata anche nei documenti già in possesso degli inquirenti o l'assunzione di farmaci a base ormonale.

Sequestrata lettera del Cts su open day

Tra la documentazione che la procura di Genova vuole acquisire per fare luce sulla vicenda di Camilla Canepa, la diciottenne morta 10 giorni dopo avere ricevuto il vaccino Astrazeneca, ci sono anche la lettera del Comitato tecnico scientifico inviata alle regioni che avevano deciso di procedere con gli open day. In quella lettera il Cts «non rileva motivi ostativi a che vengano organizzate iniziative quali i vaccination day». Nello stesso documento, però, i tecnici sottolineano anche che «occorre completare la vaccinazione dei soggetti vulnerabili e over 60 ancora non coperti per una percentuale che non può essere trascurata».