Quando una passeggiata è un percorso a ostacoli "Le barriere architettoniche ci rendono la vita difficile"

Il ’viaggio’ nelle strade cittadine con il presidente della Consulta disabili Mauro Bornia "Ho rinunciato da tempo a prendere il bus: fermate non a norma e pedane dei mezzi rotte".

Quando una passeggiata  è un percorso a ostacoli  "Le barriere architettoniche  ci rendono la vita difficile"
Quando una passeggiata è un percorso a ostacoli "Le barriere architettoniche ci rendono la vita difficile"

di Alma Martina Poggi

"L’uomo è misura di tutte le cose": siamo nel V secolo a.C. e il sofista Protagora di Abdera conia, per primo, il celebre detto. Duemila anni circa più tardi, penna su carta e sulla scorta di Vitruvio, Leonardo da Vinci ne dà rappresentazione ideale con il suo famoso disegno. Altri cinque secoli ancora, siamo nella provincia spezzina, e qualcosa deve essere andato storto perché il principio teorico rimane sempre sacrosanto, ma è sufficiente una passeggiata in una tiepida mattina di maggio per rendersi conto che la sua messa in pratica davvero non è un granché. E così, capita che si debba rinunciare a un caffè in compagnia perché il bar sulla via è reso ’inespugnabile’ da un gradino troppo alto, che una semplice sosta nel parco cittadino diventi un miraggio. E che la classica spesa del fine settimana non si possa fare: la strada che porta al supermercato non è praticabile. Un ’viaggio’ fra le barriere architettoniche cittadine che abbiamo fatto insieme a Mauro Bornia, presidente della consulta disabili della provincia della Spezia, e due rappresentanti del consiglio, il presidente di Aniep La Spezia, Franco Cirillo e Roberto Barichello. Il percorso per arrivare a Mazzetta è pretesto per osservare la realtà con più attenzione. La partenza, da via XXIV Maggio, non è delle migliori e l’iniziale idea di prendere l’autobus sfuma rapidamente: infatti la sedia a rotelle, sulla quale Mauro è costretto da anni, non trova spazio sufficiente per transitare sotto alla pensilina. "Ci sono esattamente 35 centrimetri tra il sostegno verticale della pensilina e lo spigolo esterno del marciapiede – spiega Cirillo – spazio che dunque risulta insufficiente e pericoloso senza ricorrere all’aiuto di qualcuno".

Non contando poi il problema delle pedane per la salita sull’autobus. "Ormai mi sono rassegnato all’idea di prendere il bus – sospira Mauro – non solo perché le fermate, proprio come questa, non sono a norma ma anche perché non tutti i mezzi dispongono delle pedane per l’accesso con le carrozzine. Aggiungo inoltre che quelle poche pedane elettriche spesso sono guaste. Come consulta – continua – avevamo stabilito un accordo con la precedente amministrazione, con tanto di investimenti; questo aveva permesso di cominciare a realizzare le prime fermate a norma nelle zone di piazza Brin e lungo corso Cavour. Ma da sei anni a questa parte, si è bloccato tutto". Pochi minuti e al centro Kennedy, siamo di nuovo costretti a fermarci: "Mi capita spesso – dice Mauro – per andare a comprare qui la pizza, di dover attraversare tutta la piazza per raggiungere l’unica rampa e salire sino al negozio. Stessa cosa per tornare indietro. Se poi piove l’impresa è quasi impossibile: provate voi a salire spingendo con una sola mano la carrozzina sullo scivolo di metallo e con l’altra a reggere l’ombrello".

Dal centro commerciale per raggiungere il marciapiede più vicino, la carrozzina di Bornia deve far fronte oltre a un selciato piuttosto dissestato, anche ai numerosi gradini dai quali si accede agli attraversamenti pedonali: per una persona disabile sono un grosso ostacolo. Ancora oltre, buche, gradini o, al contrario, agevoli scivoli di asfalto purtroppo non segnalati e l’agognato parco della Maggiolina è un meritato traguardo senza sconti. "Questa – fa notare Franco Cirillo indicando la piccola rampa di cemento che da via Parma permette l’accesso al parco – si vede a occhio che non è a norma: la legge prevede infatti che ci sia un minimo di dislivello di 8 centimetri rapportati a una determinata lunghezza. In questo caso è evidente che è più ripida". "Sarebbe importante – chiude Mauro Bornia – che l’amministrazione si avvalesse della nostra Consulta provinciale, in quanto organo istituzionale dotato di suo statuto e che conosce i problemi, perchè li vive in prima persona. Chiediamo di applicare la normativa che stabilisce di eliminare le barriere architettoniche e rendere così la nostra città davvero accessibile a tutti". In fondo non pretendono molto: desiderano solo che l’amministrazione provveda se non a rendere più facile la vita alle persone con disabilità, almeno a non rendergliela più difficile.