Telefono fisso (Ansa)
Telefono fisso (Ansa)

La Spezia, 13 dicembre 2019 - Nell’oceano di promozioni delle compagnie telefoniche, la prima prerogativa di ognuno di noi quando si cambia operatore qual è? "Voglio mantenere il mio vecchio numero". La cosiddetta ‘portabilità’. E se dopo 18 anni, stipulando un contratto, ve lo perdessero? È quanto accaduto a Leonardo Papagni, titolare dell’omonimo laboratorio odontotecnico di Follo, che si è però visto riconoscere il relativo danno. Con sentenza pubblicata il 27 giugno scorso dal tribunale della Spezia, il giudice Nella Mori ha quantificato la perdita in 1.800 euro, arrivati a 2.000 per gli interessi.
La vicenda è iniziata nel febbraio 2012 quando, nel suo studio di via Europa, Papagni firma un contratto con un promoter di Vodafone, con la previsione di portabilità del suo precedente numero telefonico fisso in uso dal 1994, attivato con l’allora Telecom. "La cosa non è mai andata a buon fine, la linea non funzionava – spiega Papagni – e così per diverso tempo sono rimasto completamente senza utenza. Chi componeva il numero riceveva un messaggio che lo indicava come ‘irraggiungibile’. Dopo aver chiesto il recesso dal contratto, sono tornato a quella divenuta Tim, ma nel passaggio qualcosa non è andato per il verso giusto e il numero è stato assegnato a una terza persona". Papagni, affidatosi agli avvocati Elena Lunardi e Alessandra Battistini di Carrara, ha compiuto il primo passo. "Al Corecom di Genova innanzitutto, per un tentativo obbligatorio di conciliazione – spiega Lunardi – ma Vodafone e Tim non offrirono una cifra congrua, così la mediazione non andò a buon fine". Venne allora istruita la causa contro Vodafone Italia spa. "Una scelta difensiva – continua l’avvocato – il rivalerci su quella società, semmai loro avrebbero potuto poi rifarsi con Tim".
Dopo aver ascoltato anche 8 testimoni, il tribunale spezzino dà ragione a Papagni sei mesi fa. In pratica gli è stato riconosciuto l’indennizzo previsto dall’articolo 10 del regolamento 73/11/cons per la ‘perdita della numerazione’, ovvero 100 euro per ogni anno di precedente utilizzo (nessun altro indennizzo né di natura patrimoniale, ad esempio per la perdita di proposte di lavoro, né non patrimoniale). Ma non finisce qui e la vicenda è sempre ‘viva’. "Da giugno non siamo ancora stati pagati – afferma il legale – così abbiamo prodotto un atto di precetto e un pignoramento immobiliare alla sede centrale di Vodafone. E dopo una rassicurazione da parte del legale dell’azienda, che avremmo ricevuto la cifra stabilità in aula con valuta al 28 novembre, per ora tutto tace. La prossima tappa? Dato che non siamo certo interessati a un videoproiettore, a una sedia o a un divano, abbiamo lasciato decadere l’azione precedente e il pignoramento lo effettueremo presso terzi, andremo a cercare il conto corrente della Vodafone". E intanto le spese legali stanno salendo, da circa 1.900 euro a 5.000 euro. "E il tassametro corre", conclude l’avvocato Lunardi. Ah, una curiosità: sapete a chi sono finiti il numero dell’odontotecnico e per lungo tempo le chiamate dei cl ienti? A una casa di riposo per anziani!